Bellezza e magrezza: per 1 adolescente su 4 sono la stessa cosa, e la salute non c’entra

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il mondo degli adolescenti è sempre più sotto pressione, e tra le sfide emergenti, il rapporto con il proprio corpo e l’immagine di sé rivestono un ruolo cruciale. Una recente indagine, condotta dalla Fondazione The Bridge nell'ambito del progetto Food For Fine di Terre des Hommes Italia, ha gettato luce su un fenomeno preoccupante che coinvolge le nuove generazioni, rivelando come per un giovane su quattro l'ideale di bellezza coincida con la magrezza, un'associazione che lascia ben poco spazio al concetto di salute.

L'indagine nelle scuole lombarde

La ricerca, intitolata "Alla ricerca della perfezione: il benessere psicologico degli adolescenti lombardi raccontato da ragazze e ragazzi", è stata condotta nelle scuole secondarie di secondo grado delle province di Milano, Monza, Como, Varese e Lecco, coinvolgendo un campione di 415 studenti e studentesse, oltre a 69 docenti. I dati raccolti dipingono il ritratto di una generazione che vive il proprio corpo come un'entità da misurare, correggere e controllare, in una costante e spesso frustrante rincorsa verso modelli di perfezione estetica irraggiungibili.

Il termine "magro" è emerso con una frequenza schiacciante, ben 94 occorrenze, quando è stato chiesto ai ragazzi di associare due parole all'idea di "corpo bello", a dimostrazione di quanto questo canone sia radicato nell'immaginario collettivo giovanile.

Pressione estetica e divario di genere

Uno degli aspetti più significativi emersi dall'indagine è il marcato divario di genere. Le ragazze, rispetto ai coetanei maschi, riportano livelli di benessere psicologico e soddisfazione corporea significativamente più bassi, con un indice di soddisfazione che si attesta sotto la soglia di problematicità. La pressione estetica, amplificata dai modelli proposti dai social network, grava in modo sproporzionato sulle giovani donne, influenzando negativamente il loro rapporto con il cibo e l'immagine di sé.

Come sottolineato dagli esperti, la società si è progressivamente spostata da un modello culturale basato sul corpo sessuale a uno incentrato sul corpo estetico e performante, un cambiamento che coinvolge ormai anche il mondo maschile, sebbene con modalità di espressione del disagio diverse.

Il rapporto con il cibo e l'influenza dei social

Il cibo, per molti, si conferma una fonte di piacere e convivialità, ma per circa un adolescente su cinque si trasforma in un terreno di ansia, paura o sfogo emotivo. A ciò si aggiunge l'uso sempre più frequente di diete e integratori per migliorare l'aspetto fisico, un comportamento che trova terreno fertile nell'esposizione a contenuti digitali. Circa la metà dei giovani intervistati conosce coetanei che fanno uso di queste sostanze, e chi è maggiormente esposto a pubblicità e messaggi sul dimagrimento presenta un quadro di benessere complessivamente più fragile.

La ricerca evidenzia come l'ossessione per l'apparire, alimentata da modelli adulti spesso incoerenti, finisca per minare la fiducia dei ragazzi e la loro percezione di un benessere autentico.

La scuola e la formazione dei docenti

La scuola si conferma un osservatorio privilegiato del disagio giovanile, con quasi sette insegnanti su dieci che dichiarano di aver avuto in classe casi sospetti o diagnosticati di disturbi alimentari negli ultimi tre anni. Tuttavia, emerge una preoccupante carenza di strumenti per affrontare queste problematiche. Quasi la metà del corpo docente ammette di conoscere poco o nulla il tema, e solo una minima percentuale ha ricevuto una formazione specifica per iniziativa della scuola.

Un quadro che, secondo gli esperti, richiede un intervento sistemico che coinvolga le famiglie, i servizi e la scuola stessa, la quale deve essere messa nelle condizioni di intercettare e gestire questi segnali di malessere che, troppo spesso, vengono liquidati come insoddisfazioni passeggere.

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