Mario Roggero, l'ultimo video prima di entrare in carcere: 'È finita, sarete voi la mia voce'
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Il gioielliere di Grinzane affida ai social il suo ultimo messaggio prima di entrare in carcere: "Per me è un ergastolo" Dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l'uccisione di due rapinatori che, il 28 aprile 2021, assaltarono la sua gioielleria a Grinzane Cavour (Cuneo), Mario Roggero si è affidato ai social con un video pubblicato poco prima di costituirsi in carcere. "È finita": il video prima di costituirsi in carcere "È finita", dice il 72enne. (TGLA7)
La notizia riportata su altre testate
Ma alla fine è arrivata la condanna definitiva, che chiude il percorso processuale che ha visto coinvolto Roggero. Il caso è stato tema di dibattito anche politico. (Il Giornale d'Italia)
I giudici di Roma hanno voluto condannarmi a 14 anni e 9 mesi, come nei giudizi precedenti. Mi hanno dato l'ergastolo. (LA7)
L'ultimo messaggio di Mario Roggero Mario Roggero saluta i familiari e si prepara a costituirsi in carcere dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi decisa dalla Cassazione. Su Instagram parla di “ergastolo” e chiede ai sostenitori di portare avanti la battaglia per una legge più dura contro la criminalità. (Virgilio)

«È finita». Getta la spugna Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato ora in via definitiva dalla Cassazione per l’omicidio di due rapinatori dopo l’assalto al suo negozio il 28 aprile del 2021. (Open)
I Supremi Giudici hanno quindi fatto passare in giudicato quanto deciso nel dicembre dello scorso anno dalla Corte d'Assise d'Appello di Torino. È definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, accusato di aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo l'assalto al suo negozio il 28 aprile del 2021. (Il Messaggero)
La vicenda, tragica da ogni punto di vista, è diventata un caso politico dopo che prima alcuni esponenti della Lega e poi Roberto Vannacci lo hanno preso come emblema della fantomatica «emergenza sicurezza» e del diritto alla «legittima difesa». (il manifesto)




