Tregua fragile in Libano, l'Idf spara su Hezbollah

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tregua tra Israele e Hezbollah in Libano, entrata in vigore all'alba di mercoledì, vacilla già pericolosamente. A 24 ore dallo stop alle armi, l'Esercito israeliano (Idf) ha denunciato la presenza di «forze sospette» in diverse zone del sud del Paese, giustificando così i colpi sparati contro tre città lungo il confine, che hanno ferito due persone. Inoltre, l'Idf ha effettuato un raid contro un deposito di armi di Hezbollah nel Libano meridionale, spiegando che qui erano dispiegati razzi a medio raggio ed «è stata registrata attività di stampo terrorista».

La tregua, che sembrava un passo verso la stabilità, è ora in bilico. Le violazioni multiple del cessate il fuoco, denunciate da entrambe le parti, mettono a rischio la fragile pace raggiunta. L'Idf ha ammesso che le possibilità di una ripresa della guerra sono del 50%, un dato che sottolinea la precarietà della situazione.

Nel frattempo, continua il contro esodo degli sfollati. Bilal, partito da Tripoli alle 4.10 del mattino di mercoledì, dieci minuti dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco, ha raccontato il suo viaggio verso Baalbek, una città nel sud del Libano duramente colpita dai bombardamenti israeliani. «Il viaggio a Baalbek – avevo pensato – richiede tre ore in tempi normali; figurarsi adesso che migliaia di altri sfollati saranno ansiosi di fare ritorno nelle proprie località», ha detto Bilal. La sua casa, come molte altre, è ora un cumulo di macerie.

La situazione in Libano rimane tesa, con la tregua che potrebbe crollare da un momento all'altro. Le forze israeliane e Hezbollah continuano a monitorarsi reciprocamente, pronte a reagire a qualsiasi provocazione.

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