L’operazione Shield VI e il nuovo volto del traffico di farmaci, tra estetica e performance sportiva
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Non più soltanto il classico doping da palestra o le pillole per la disfunzione erettile vendute sottobanco. Il traffico illecito di farmaci, come emerge dai risultati dell’operazione internazionale “Shield VI” conclusa dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) insieme all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha assunto le sembianze di un mercato ben più articolato e, per certi versi, inquietante, che intercetta le ossessioni contemporanee legate all’estetica, alla perdita di peso rapida e al miglioramento della performance, non solo sportiva. L’indagine, coordinata da Europol e che ha visto la partecipazione di trenta Paesi con il supporto di organismi come l’Ufficio Europeo Antifrode (OLAF) e l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), ha permesso di scoperchiare una rete di approvvigionamento globale, con ramificazioni che dall’Italia portano a Regno Unito, Corea e Cina, e che riforniva un mercato in continua espansione, fatto di acquisti online e centri estetici non autorizzati.
Fiale e compresse per uso estetico, la nuova frontiera del mercato nero
L’operazione “Shield VI” (acronimo di Safe Health Implementation, Enforcement and Legal Development) ha evidenziato come, accanto ai tradizionali anabolizzanti, vi sia una domanda crescente e preoccupante di farmaci utilizzati per scopi puramente estetici o dimagranti. Nel mirino degli investigatori, che hanno setacciato il territorio nazionale attraverso i 38 NAS e i laboratori analitici messi a disposizione dall’Agenzia delle Dogane, sono finite ingenti quantità di prodotti contenenti semaglutide, principio attivo di farmaci dimagranti, e tossina botulinica, il noto botulino impiegato per cancellare le rughe. I sequestri, per un valore commerciale complessivo che in Italia supera i 550mila euro, parlano chiaro: circa 2.800 confezioni e 18mila unità posologiche di farmaci, tra compresse, capsule e fiale, destinati a un pubblico di giovani e giovanissimi, spesso attratti dalla possibilità di ottenere risultati estetici immediati aggirando i percorsi medici tradizionali, e di adolescenti che, come confermato dalle stesse cronache, si rivolgono al web per acquistare sostanze di cui ignorano composizione e pericolosità.
L’ombra del doping tra sportivi e la vendita online
Parallelamente al filone estetico, l’indagine ha dedicato un capitolo fondamentale al contrasto del doping, sia in ambito amatoriale che professionistico. Gli ispettori investigativi antidoping, presenti in tutti i reparti NAS e appositamente formati, hanno eseguito 49 verifiche nel corso di manifestazioni sportive e dieci controlli a sorpresa fuori competizione, su un totale di 155 atleti esaminati. Di questi, sette sono risultati positivi all’uso di sostanze vietate, un dato che conferma la capillarità del fenomeno e la necessità di una vigilanza costante. Ma è forse nel commercio digitale che l’operazione ha inferto il colpo più significativo alle organizzazioni criminali, portando all’esecuzione di quasi cento provvedimenti di oscuramento emanati dal Ministero della Salute nei confronti di siti web che proponevano farmaci illegalmente. Questa attività di contrasto, che ha portato alla disarticolazione di dodici gruppi criminali solo in Italia, ha dovuto fare i conti con l’evoluzione delle rotte e delle tecniche di smuggling, come dimostra il sequestro di oltre 120mila unità di farmaci avvenuto presso i grandi hub di smistamento di posta e corrieri, un canale privilegiato per far entrare la merce nel paese.
Un network globale sotto la regia di Europol
Il ruolo dell’Italia nell’ambito di “Shield VI” non è stato meramente esecutivo. Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, unica forza di polizia nazionale, ha ricoperto l’incarico di co-leader di Europol, sedendo nella cosiddetta “cabina di regia” insieme a Francia, Grecia e Spagna per pianificare le attività e coordinare i paesi aderenti. L’analisi dei dati operativi ha permesso di tracciare rotte consolidate del traffico illecito e di identificare non solo i principi attivi più richiesti, ma anche minacce sanitarie di grande rilievo, come la circolazione di preparati contenenti l’analgesico oppioide ossicodone, legato a un fiorente traffico di prescrizioni mediche falsificate. La collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, messasi a disposizione con i suoi database di profilazione e i laboratori specializzati, ha fornito un contributo decisivo per l’esito dell’operazione, dimostrando come la cooperazione interforze e internazionale resti l’arma più efficace per contrastare una criminalità farmaceutica che, come dimostrato dai numeri, non conosce confini.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
