Instagram disattiva la crittografia end-to-end e le chat private perdono la protezione

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Dal primo pomeriggio dell’8 maggio 2026, Meta ha silenziosamente disattivato la crittografia end-to-end – quella che gli addetti ai lavori chiamano E2EE – all’interno dei messaggi diretti di Instagram. Una decisione, maturata dopo mesi di valutazioni interne, che ribalta una tendenza decennale seguita invece da gran parte delle piattaforme di messaggistica istantanea. La scelta, comunicata ufficialmente dalla stessa azienda già alcuni mesi fa, ha trovato la sua principale giustificazione in un dato considerato dagli ingegneri di Meta difficilmente controvertibile: la stragrande maggioranza degli iscritti non aveva mai attivato volontariamente quel protocollo di sicurezza, relegando di fatto l’E2EE a una funzione di nicchia.

Come funzionava – e non funziona più – la protezione delle conversazioni

La crittografia end-to-end, va ricordato, non è un optional estetico ma un meccanisco preciso: i messaggi vengono cifrati direttamente sul dispositivo del mittente e possono essere decifrati soltanto da quello del destinatario. In mezzo, nemmeno Meta – benché gestisca i server su cui quei messaggi viaggiano – riesce a intercettarne il contenuto. Una garanzia che, da oggi, è venuta meno per tutte le chat private dell’app. L’unica eccezione, già prevista anche prima della modifica, riguarda i messaggi che un utente decide di segnalare: in quel caso l’azienda può accedere ai trenta messaggi più recenti della conversazione incriminata. Un aspetto, questo, che resta invariato nonostante lo spegnimento della protezione diffusa.

Una funzione rimasta ai margini, secondo i dati interni di Meta

La rimozione, spiegano fonti vicine alla società, non è stata improvvisa. Per anni l’E2EE su Instagram è stata disponibile soltanto come opzione attivabile manualmente, e mai distribuita in modalità automatica a tutti gli utenti – a differenza di quanto accade, per esempio, su WhatsApp (altra piattaforma di proprietà di Meta). Questa scelta progettuale ne ha di fatto limitato la diffusione. Gli stessi tecnici dell’azienda avrebbero rilevato che solo una frazione irrisoria degli iscritti l’aveva mai utilizzata, rendendo il mantenimento della funzione – stando al ragionamento interno – poco giustificabile in termini di risorse e sviluppo. Così, dall’8 maggio, i messaggi diretti tornano a essere leggibili dall’azienda in chiaro, a eccezione della sola porzione eventualmente segnalata.

Che cosa cambia per chi scrive e chi legge

Per l’utente medio, la differenza pratica non sarà immediatamente visibile: l’interfaccia delle chat rimane identica, né compariranno avvisi intrusivi a ogni messaggio inviato. La modifica, tuttavia, altera profondamente il rapporto di fiducia implicito tra piattaforma e persona fisica. Senza E2EE, Meta può tecnicamente accedere ai contenuti scambiati – e lo fa, almeno in parte, per finalità di moderazione o per rispondere a richieste legali – perché i messaggi viaggiano in forma non cifrata sui propri server. Una condizione analoga a quella di molti social network tradizionali, ma che segna una netta controtendenza rispetto alla strada intrapresa negli ultimi dieci anni da Signal, Telegram (nelle chat segrete) e persino dalla stessa Meta su WhatsApp.

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