Il nuovo Zidane ct della Francia: due vittorie, l'esultanza virale e l'ombra del 1996

Il nuovo Zidane ct della Francia: due vittorie, l'esultanza virale e l'ombra del 1996
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Redazione Salute Redazione Salute   -   Due partite, due vittorie, zero gol incassati. Il debutto di Zinedine Zidane sulla panchina della Francia non poteva iniziare meglio. Dopo il successo in Turchia, i Bleus hanno battuto il Belgio a Bruxelles grazie a un gol di Michael Olise all'88', mettendo in mostra un gioco spettacolare nonostante un ampio turnover: tra l'esordio e la sfida di Bruxelles, il ct ha cambiato nove titolari su undici.

L'esultanza che ha fatto il giro del web

La vittoria in Belgio è arrivata nei minuti finali, quando Olise ha dribblato un paio di avversari e ha piazzato un sinistro a giro imparabile. A quel punto Zidane ha perso ogni controllo: il commissario tecnico è corso a bordo campo e ha calciato con tutta la forza un pallone che si trovava lì vicino, facendo volare via anche il cono che lo sosteneva.

Interrogato in conferenza stampa sul gesto, Zidane ha spiegato di essersi completamente immedesimato nella giocata di Olise. «In realtà non so nemmeno cosa ho fatto», ha dichiarato. «Ho accompagnato l'azione di Michael, ho sentito che era partito col dribbling e ha fatto una giocata eccezionale. Poi ho visto la palla lì e mi sono detto: devo per forza calciarla. Magari sembrerà un po' ridicolo, ma non importa».

La scena è diventata rapidamente virale, con i quotidiani francesi che hanno celebrato non solo il risultato ma anche l'entusiasmo contagioso del nuovo selezionatore. L'Equipe ha assegnato un 8 in pagella alla squadra di Zidane, sottolineando come i Bleus mostrino «personalità e uno stile piacevole».

Un ingaggio ridotto e un passato da dimenticare

Oltre ai risultati sul campo, ha fatto discutere la scelta economica di Zidane. Secondo quanto riportato da L'Equipe, il ct avrebbe accettato un ingaggio base identico a quello del predecessore Didier Deschamps: 300 mila euro lordi al mese, pari a circa 3,6 milioni di euro all'anno. Zidane avrebbe inoltre rinunciato ai contratti legati ai diritti d'immagine, che gli avrebbero garantito circa 44 mila euro a partita.

Il suo contratto prevede invece bonus più consistenti legati ai grandi tornei internazionali, con l'obiettivo dichiarato di riportare la Francia ai vertici e conquistare quei trofei sfuggiti a Deschamps, a partire dal prossimo Europeo.

Per Zidane, questa avventura sulla panchina della nazionale rappresenta una sorta di ritorno alle origini. Quasi trent'anni fa, nell'ottobre del 1996, un giovane francese arrivato dal Bordeaux stava vivendo mesi difficili alla Juventus. I media italiani lo criticavano, i paragoni con Michel Platini si erano spenti, e il numero 21 non riusciva a ingranare nel campionato italiano.

Poi, il 20 ottobre 1996, in occasione del derby d'Italia contro l'Inter, Marcello Lippi lo spostò da destra a trequartista. Zidane segnò il gol del 2-0 con una rasoiata di sinistro da fuori area che si infilò sotto l'incrocio dei pali della porta difesa da Gianluca Pagliuca. Da quella notte, la sua storia in bianconero cambiò definitivamente: arrivarono Coppa Intercontinentale, Supercoppa UEFA e scudetto, con cinque reti in 29 presenze in campionato.

Ora, a 54 anni, Zidane si trova a guidare una nazionale che lo venera come una divinità calcistica da quasi tre decenni. La Francia attendeva questa nomina da anni, e il ct ha voluto fortemente questa panchina, rifiutando nel tempo offerte milionarie da club pur di prendere il timone dei Bleus. Dopo la sfida contro il Belgio, il prossimo impegno vedrà la Francia affrontare l'Italia a Parigi in Nations League, un nuovo capitolo di una storia che per Zidane è appena cominciata.

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