Zelensky incontra il Papa e Meloni a Roma mentre l’Europa rinsalda il sostegno
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Redazione Esteri
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Volodymyr Zelensky ha incastonato un incontro privato con Papa Leone XIV nella sua tesa giornata romana, che si concluderà con un colloquio con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L’appuntamento, tenutosi nella residenza estiva pontificia di Castel Gandolfo, è durato circa trenta minuti, al termine dei quali i due si sono affacciati dal balcone di Villa Barberini per un rapido saluto ai media, astenendosi da dichiarazioni pubbliche. La Santa Sede, che in un comunicato ha riferito come il Pontefice abbia «ribadito la necessità di proseguire il dialogo» auspicando che le iniziative diplomatiche portino a «una pace giusta e duratura», ha mantenuto il suo tradizionale registro di neutralità operativa, accompagnato però, sin dall’inizio del pontificato di Leone XIV, da un chiaro sostegno alla popolazione che definisce «martirizzata».
Un dialogo che prosegue nel segno della continuità
Quello di oggi rappresenta il secondo faccia a faccia tra il leader ucraino e l’attuale Pontefice, dopo i due precedenti avvenuti prima di questa visita, a testimonianza di un canale di comunicazione che appare costante. La scelta di incontrarsi a Castel Gandolfo, lontano dalla formalità vaticana, suggerisce un clima riservato, idoneo a trattare quei temi che Leone XIV ha sempre mostrato di avere particolarmente a cuore. Zelensky, dal canto suo, ha anticipato che condividerà con gli Stati Uniti, ora sotto la presidenza di Donald Trump, una versione rivista del suo piano di pace, un aggiornamento reso necessario anche dopo le critiche mosse da Trump stesso, il quale ha giudicato «deludente» l’approccio negoziale di Kiev.
Il contesto internazionale e le dichiarazioni europee
La tappa romana giunge al culmine di un giro diplomatico che ha visto Zelensky confrontarsi con i cancellieri tedesco e francese, oltre che con il premier britannico, e dopo un vertice a Bruxelles con i vertici dell’Unione Europea. Proprio da Bruxelles sono arrivate, nelle scorse ore, parole di fermo sostegno da parte della presidente della Commissione Ue e del primo ministro che presiede il Consiglio, le quali hanno assicurato che «le nostre proposte di finanziamento sono sul tavolo». Una presa di posizione corale, quella europea, che si è sviluppata nonostante le perplessità espresse pubblicamente da Trump, il quale ha recentemente affermato che «l’Europa sta andando in una brutta direzione», un giudizio cui alcuni leader Ue hanno replicato con nettezza, definendo «ridicole» certe valutazioni.
La complessa trama delle relazioni transatlantiche
Il nodo centrale delle discussioni odierne, dunque, sembra ruotare attorno all’allineamento delle strategie tra Europa e Stati Uniti, in un momento in cui la posizione di Washington potrebbe conoscere sviluppi. L’annuncio di Zelensky di voler inviare agli Stati Uniti il piano rivisto, in coordinamento con le istituzioni comunitarie, delinea uno sforzo per tenere unito il fronte occidentale. Mentre la premier Meloni si appresta a ricevere il presidente ucraino a Palazzo Chigi, l’attenzione è concentrata sulla capacità di tenuta di un sostegno che deve essere non solo politico ma anche concretamente finanziario e militare, in uno scenario bellico che continua a presentare sfide quotidiane.




