La strage di Graz: ex studente uccide 9 persone prima del suicidio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una mattina che sembrava come tante altre si è trasformata in tragedia all’istituto superiore "Borg" di Graz, nel sud dell’Austria, dove un ex allievo ha aperto il fuoco uccidendo nove persone prima di togliersi la vita. La polizia, intervenuta tempestivamente, ha confermato che la situazione è sotto controllo, ma il bilancio – dodici feriti, alcuni in condizioni critiche – ha lasciato una ferita profonda nel Paese, spingendo il cancelliere Christian Stocker a proclamare tre giorni di lutto nazionale.

L’attentatore, un uomo di 21 anni senza precedenti penali, avrebbe agito per vendetta, secondo alcune ricostruzioni non ancora confermate dalle autorità. Fonti giornalistiche austriache parlano di un ragazzo che, non avendo completato gli studi, avrebbe accusato la scuola di averlo emarginato, ma il ministro dell’interno Gerhard Karner ha invitato alla cautela, definendo "speculazioni" le ipotesi sul movente. Quel che è certo è che l’arma, con cui ha esploso almeno quaranta colpi, è stata acquistata legalmente, riaccendendo il dibattito sulle norme per il possesso di armi.

Mentre i soccorriti evacuavano i sopravvissuti, tra i quali diversi minori, il sindaco di Graz ha parlato di un "giorno oscuro" per la città, dove già nel 2020 un attentatore aveva ucciso quattro persone in un altro istituto. Se allora si discusse di radicalizzazione, oggi le domande riguardano soprattutto le misure di sicurezza nelle scuole, che non hanno impedito l’ingresso del killer.

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