Aumenta la microcriminalità in Italia, Firenze e Milano in testa
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Redazione Interno
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Le statistiche sulla sicurezza, che si ricavano dalla banca dati interforze del Dipartimento di pubblica sicurezza, dipingono un quadro nazionale in cui i delitti denunciati registrano una preoccupante impennata, la quale interessa soprattutto la microcriminalità di strada. I numeri, che si riferiscono all'anno 2024, parlano di 2,38 milioni di reati segnalati, con un incremento dell'1,7% rispetto all'anno precedente; una crescita, questa, che si attesta persino al 3,4% se paragonata al 2019, superando dunque i livelli pre-pandemici. Se ne deduce, pertanto, che il fenomeno criminale, pur mutando nelle sue forme, non accenna a ridursi, concentrandosi in maniera particolare in quelle attività il cui impatto è più immediatamente percepibile dalla collettività.
Il caso di Savona e il posizionamento in classifica
Un'analisi più dettagliata del territorio, basata sull'Indice della Criminalità redatto da Il Sole 24 Ore, rivela situazioni eterogenee. La provincia di Savona, ad esempio, si colloca al quattordicesimo posto nella graduatoria nazionale, un dato che la posiziona in una zona di alta criticità. Nello specifico, si sono verificate 4.288 denunce ogni centomila abitanti, le quali, tradotte in cifre assolute, ammontano a 11.455 reati nell'arco dell'anno. Benchè questo numero sia inferiore alla media italiana di 22.444 denunce, la provincia ligure figura stabilmente nella top ten nazionale per categorie di reato ben precise, come i furti in banca e quelli cosiddetti con strappo, ai quali si aggiungono i danneggiamenti e le lesioni dolose, che contribuiscono a definirne il profilo criminale.
Roma e la piaga dello spaccio
La capitale, d'altro canto, si conferma essere un epicentro per talune tipologie di illeciti, guadagnandosi il poco invidiabile titolo di capitale dello spaccio di sostanze stupefacenti. Le denunce in questo ambito, che mostrano un trend in ascesa per il quarto anno consecutivo, si inseriscono in un contesto generale di innalzamento dei reati, il cui totale nazionale, come già evidenziato, ha toccato i 2 milioni e 380 mila casi. L'aumento, seppur contenuto in percentuale, segna una tendenza chiara e continua, la quale sembra ormai strutturale e non più riconducibile a mere fluttuazioni statistiche.
Cremona, un esempio di inversione di tendenza
Non tutte le notizie, tuttavia, sono negative, poichè alcune aree del paese mostrano segnali di miglioramento. La provincia di Cremona, stando alla medesima classifica, ha infatti compiuto un balzo in avanti in termini di sicurezza, scendendo al settantacinquesimo posto nella classifica nazionale. Si tratta di un risultato significativo, considerato che nell'anno precedente occupava la sessantaduesima posizione. Le denunce totali sono state 10.114, equivalenti a 2.857,1 ogni centomila abitanti. Tra queste, però, ce ne sono alcune che destano particolare allarme, come quelle per lo sfruttamento della prostituzione e per la pornografia minorile, per le quali la provincia si piazza al secondo posto a livello nazionale, un dato che oscura parzialmente i progressi complessivi.




