Va a raccogliere asparagi ma viene travolto da un toro, muore dopo un giorno di agonia l’80enne Pietro Forleo
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Redazione Interno
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Le campagne intorno a Crispiano, nell’entroterra tarantino, sono punteggiate da cartelli gialli che avvertono chi si addentra nei poderi: la presenza di bovini al pascolo è segnalata, un monito che spesso i frequentatori abituali finiscono per sottovalutare, abituati come sono a muoversi in quei sentieri. Ed è proprio in uno di questi fondi, in località Belmonte, che nel tardo pomeriggio di venerdì si è consumata una tragedia che ha portato via Pietro Forleo, un idraulico in pensione di 80 anni, da tempo residente nella cittadina pugliese. L’uomo, secondo una pratica che coltivava con passione da quando aveva smesso di lavorare, si era recato in quel terreno per raccogliere asparagi selvatici, un’attività che conosceva bene e che lo portava spesso a camminare in quelle aree rurali.
L’aggressione improvvisa e i soccorsi
Qualcosa, però, deve aver innescato la reazione dell’animale. Forleo, mentre era chinato tra la vegetazione, è stato raggiunto alle spalle da un toro che faceva parte di una mandria lasciata libera al pascolo, un colpo violento che lo ha scagliato a terra e provocato ferite profonde, con incornate che gli hanno lesionato gli organi interni, tra cui reni e fegato, fratturandogli anche il bacino. Nonostante la gravità dell’impatto e lo shock, la vittima è riuscita a trovare la forza di contattare i familiari, avvisando la figlia di quanto appena accaduto, una chiamata disperata che ha subito messo in moto la macchina dei soccorsi.
Le ore in ospedale e le indagini
Sul posto sono giunti i sanitari del 118, che hanno stabilizzato l’anziano e lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Le sue condizioni, fin dal primo accesso in pronto soccorso, sono apparse disperate e i medici del reparto di rianimazione hanno tentato per ore di contrastare le conseguenze dei traumi riportati, ma ogni sforzo si è rivelato vano: Pietro Forleo si è spento dopo circa ventiquattr’ore di agonia, senza mai riprendere conoscenza. La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, con il pubblico ministero di turno che ha aperto un fascicolo per chiarire ogni aspetto della dinamica, un atto dovuto in casi di morte sul lavoro o comunque avvenuta in circostanze non chiare.
Un terreno delimitato ma non sicuro
Il fondo in cui è avvenuto l’incidente è delimitato da una recinzione elettrificata, un accorgimento tecnico che segnala il perimetro ma che, evidentemente, non ha impedito all’ottantenne di entrare o all’animale di avvicinarsi. I carabinieri, che stanno conducendo i rilievi, hanno appurato la presenza dei cartelli di avvertimento, ma dovranno accertare la posizione esatta del toro al momento dell’attacco e, soprattutto, la proprietà del capo di bestiame, che potrebbe non appartenere al terreno del fratello di Forleo – dove l’uomo era solito recarsi – bensì a un’azienda limitrofa, un dettaglio non secondario che potrebbe aprire scenari differenti sul piano della responsabilità civile.




