Tajani convoca l'ambasciata russa per le parole di Zakharova sul crollo della Torre dei Conti
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Redazione Interno
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Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto convocare alla Farnesina l'ambasciata russa in Italia, rappresentata dal vicecapo missione, al quale è stato rivolto un formale richiamo. L'atto diplomatico, che segue una prassi consolidata nelle relazioni internazionali quando si verificano attriti verbali, è stato motivato dalla contestazione delle "volgari parole" espresse dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, la quale, commentando il crollo della Torre dei Conti a Roma, aveva dichiarato che "finché il governo italiano sperpererà i soldi per Kiev, verrà giù tutta l'Italia, dall'economia alle torri". Una presa di posizione, la sua, giudicata inaccettabile dal governo italiano, la cui ferma condanna è stata ribadita con particolare forza considerando che le dichiarazioni sono state diffuse mentre sul territorio nazionale si stava ancora svolgendo l'operazione di soccorso in seguito a una tragedia che ha coinvolto vite umane.
La reazione di Roma e la posizione di Crosetto
Parallelamente alla mossa ufficiale del ministero degli Esteri, si è registrata la reazione del ministro della Difesa, Guido Crosetto, il quale, intervenendo a margine di una cerimonia pubblica, ha invitato a non dare alcun peso alle dichiarazioni della portavoce russa. "La prima cosa è non dare peso alle parole di quella signora, siccome non è nessuno e normalmente i commenti che fa non portano nulla di positivo", ha affermato Crosetto, aggiungendo di voler evitare persino di citarne il nome proprio per non attribuirle una rilevanza che, a suo giudizio, non merita. Un approccio, il suo, volutamente dimesso che sembra voler sminuire l'incidente diplomatico, trattandolo come un episodio di scarso conto da archiviare senza clamori.
La risposta di Mosca alla convocazione
Da parte sua, l'ambasciata russa a Roma ha confermato l'avvenuto incontro attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali social, specificando che il ministro consigliere, Mikhail Rossiyskiy, si era recato al ministero degli Affari esteri italiano "su incalzante richiesta italiana". Una formulazione, questa, che lascia trasparire una certa percezione della dinamica dell'evento, pur senza aggiungere ulteriori commenti sul contenuto delle discussioni avvenute all'interno della Farnesina. La brevità del comunicato ufficiale russo, del resto, appare in linea con lo stile che spesso caratterizza tali resoconti, i quali raramente si spingono in dettagli sulle questioni sostanziali.
Il consolidamento della linea italiana
Quello che emerge con chiarezza dalla vicenda è la volontà del governo di scindere nettamente le polemiche strumentali dalla propria linea di politica estera. Tajani ha infatti tenuto a precisare, con una dichiarazione che non ammette ambiguità, che "l'Italia non cambia la sua posizione di politica estera e il suo sentimento in virtù di attacchi verbali sconsiderati". Una presa di posizione che, andando oltre il singolo episodio, delinea una strategia di fondo per cui tutte le dichiarazioni aggressive provenienti dalla Russia non farebbero altro che rafforzare, nel sentire del paese, la determinazione a sostenere chi si trova a subire un'aggressione considerata illegale, in un contesto internazionale che rimane complesso e carico di tensioni.




