Mercato PC, il terzo trimestre 2026 crolla: -20,1%, pesano scorte anticipate e prezzi elevati
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Le spedizioni mondiali di personal computer hanno registrato nel terzo trimestre del 2026 un calo del 20,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, fermandosi a 62,7 milioni di unità. È quanto emerge dai dati preliminari diffusi da IDC l'8 ottobre, che certificano il secondo trimestre consecutivo in territorio negativo dopo il -3,8% messo a segno tra aprile e giugno.
Il confronto sequenziale, poi, racconta di un'ulteriore contrazione del 9,1% rispetto ai tre mesi precedenti, un andamento che ribalta la consueta stagionalità del comparto, dove il terzo trimestre tende fisiologicamente a superare il secondo.
Le cause di un tracollo annunciato
Alla base di questa brusca frenata ci sono dinamiche precise, che gli analisti avevano peraltro segnalato con largo anticipo. Nel corso della prima metà dell'anno, produttori e canali distributivi hanno accumulato scorte in modo massiccio, anticipando gli acquisti per timore dei rincari legati alla crisi delle memorie. Una mossa che ha finito per prosciugare la domanda destinata ai mesi successivi, lasciando i rivenditori a smaltire l'invenduto proprio nel periodo che tradizionalmente dovrebbe fare da traino alle vendite annuali.
A ciò si sono sommate le persistenti difficoltà sul fronte dell'offerta, con prezzi al consumo ormai stabilmente su livelli elevati e catene di approvvigionamento tutt'altro che fluide.
Il direttore della ricerca IDC Jitesh Ubrani ha spiegato che «quello che stiamo vedendo è il risultato del forte anticipo degli acquisti nel primo semestre», aggiungendo che i canali «sono ora preoccupati di portare troppo inventario in un mercato dove i prezzi elevati stanno sopprimendo la domanda».
Secondo Ubrani, la situazione potrebbe tradursi in promozioni e in un sollievo di breve periodo per i consumatori, ma i prezzi resteranno ben al di sopra dei livelli di un anno fa e il peggioramento delle condizioni macroeconomiche rischia di oscurare le prospettive per il resto del 2026 e per il 2027.
Lenovo tiene la vetta, Apple e Asus limitano i danni
Sul fronte dei singoli produttori, la classifica non registra sconvolgimenti nelle posizioni ma mostra divari profondi nelle performance. Lenovo si conferma leader mondiale con 14,9 milioni di unità spedite e una quota del 23,8%, nonostante una flessione del 22,6% rispetto all'anno precedente. Alle sue spalle, Hewlett-Packard accusa il colpo più duro tra i primi cinque marchi, con un calo del 30,9% e 10,3 milioni di pezzi, mentre Dell arretra del 25% fermandosi a 7,6 milioni di unità. I tre maggiori produttori hanno complessivamente ceduto 4,2 punti percentuali di quota di mercato.
Discorso diverso per Apple e Asus, che pur segnando il passo riescono a contenere le perdite molto meglio della media. La società di Cupertino ha spedito 5,9 milioni di Mac, in calo dell'11,3%, un dato che le consente di portare la propria quota dall'8,5% al 9,5% e di mantenere il quarto posto nella graduatoria mondiale. Asus, dal canto suo, ha registrato la contrazione più contenuta tra i big, con un -8,6% e 5,5 milioni di unità, guadagnando terreno fino all'8,7% del mercato.
Una dinamica, quella dei due marchi, che riflette una maggiore tenuta dei segmenti premium rispetto alle fasce d'ingresso, le più esposte all'impennata dei costi dei componenti.
La morsa delle memorie sui costi di produzione
La crisi delle memorie rappresenta il fattore scatenante di questo effetto domino. Secondo le stime di Omdia, DRAM e SSD sono passati dall'incidere per circa il 15% sul costo dei materiali di un PC a rappresentare quasi il 40%, con un aumento dei prezzi superiore al quadruplo. Il direttore della ricerca Ishan Dutt ha osservato che «l'impatto degli aumenti dei costi dei componenti a monte si è ora completamente trasferito sui prezzi finali di mercato», spingendo consumatori e responsabili IT a rispondere di conseguenza.
Le pressioni, ha aggiunto l'analista Ben Yeh, «dovrebbero persistere, e il calo attuale potrebbe essere solo l'inizio di un nuovo ciclo discendente».
Omdia, che stima per il terzo trimestre un volume di 58,1 milioni di unità in calo del 21,2% su base annua, prevede un'ulteriore contrazione del 24% nel quarto trimestre e un nuovo arretramento del 7% nel 2027. Numeri che delineano un quadro ben più ampio di una semplice correzione congiunturale: la domanda di memoria per i carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale sta sottraendo capacità produttiva ai dispositivi di consumo, con i produttori di semiconduttori che dirottano risorse verso HBM e DRAM per server, dove i margini sono sensibilmente più elevati.
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