Stellantis, la produzione crolla negli stabilimenti italiani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Lo stabilimento di Cassino, uno dei siti più critici del gruppo Stellantis, affronta una nuova battuta d'arresto produttiva, un segnale tangibile dei ripetuti fermi macchina che ne compromettono la continuità operativa. Questo ulteriore calo si inserisce in un trend di costante declino, anno dopo anno, che impone una riflessione non più differibile. La situazione dello stabilimento laziale, del resto, sarà uno dei punti centrali del vertice con l'amministratore delegato, chiamato a chiarire le prospettive di un impianto la cui vitalità appare sempre più in discussione.

Il confronto con l'era Fiat

Se si volge lo sguardo al recente passato, il confronto con l'era Marchionne alla guida della Fiat risulta impietoso. A Mirafiori, per fare un esempio emblematico, si produceva quasi il triplo delle vetture attuali, mentre a livello nazionale si superava agevolmente la soglia del milione di automobili. Oggi, stando alle stime più recenti, il totale per lo stesso sito torinese si chiuderà ben al di sotto delle duecentomila unità, su un aggregato nazionale che si attesta su trecentodiecimila veicoli: numeri che, da soli, raccontano una trasformazione profonda e problematica dell'intero settore.

La protesta politica in Abruzzo

In Abruzzo, intanto, la crisi industriale diventa terreno di scontro politico. Il segretario regionale del Partito Democratico ha accusato il presidente della Regione e l'assessora competente di limitarsi a passerelle negli stabilimenti, auspicando un rilancio al quale, a suo dire, non avrebbero minimamente lavorato. "Mentre loro si fanno fotografare", ha dichiarato, "i dati certificano un tracollo industriale che non può più essere ignorato". Ha sottolineato come l'automotive, settore strategico per l'economia e l'occupazione regionali, abbia bisogno non di slogan ma di politiche industriali serie e tempestive, che finora sarebbero mancate.

Un calo strutturale della produzione

Le dichiarazioni del politico abruzzese si basano su un dato specifico e allarmante: con Stellantis si registrerebbe un calo della produzione pari al 31,5%, un segno che la crisi ha ormai assunto caratteristiche strutturali. La richiesta, quindi, è che la Regione intervenga concretamente per occuparsi della questione lavoro, andando oltre la semplice esposizione mediatica. Un allarme che risuona in modo preoccupante, echeggiando le difficoltà che affliggono gli altri impianti del gruppo sul territorio nazionale.

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