Stellantis, la produzione crolla a Cassino e Calenda attacca Elkann

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Lo stabilimento di Cassino, un tempo fiore all'occhiello della produzione automobilistica nel centro Italia, conferma la sua preoccupante fase discendente, con numeri che, nel terzo trimestre del 2025, segnano un pesante arretramento. I dati, resi noti attraverso il report trimestrale dal segretario della Fim Cisl Ferdinando Uliano, parlano di un calo della produzione del 28,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024, con sole 14.135 unità uscite dalle linee di assemblaggio. Un dato che, se inserito nel contesto più ampio dei primi nove mesi dell'anno, assume contorni ancor più foschi, mostrando un decremento generale del 31,5 per cento, un vero e proprio tonfo che getta un'ombra lunga sul futuro dello stabilimento e sull'indotto che da esso dipende.

Il quadro nazionale e il crollo delle autovetture

A livello nazionale, il gruppo Stellantis nel suo complesso non naviga in acque migliori, registrando un calo produttivo del 31,5 per cento nei primi tre trimestri del 2025. Nel dettaglio, il settore delle autovetture, che rappresenta il cuore dell'attività, ha subito una contrazione del 36,3 per cento, equivalente a 151.430 unità, mentre i veicoli commerciali, seppur in misura minore, hanno segnato un -23,9 per cento, fermandosi a 114.060 unità. Questi numeri, che non lasciano spazio a molte interpretazioni, dipingono un quadro industriale complesso, il quale, come è facile immaginare, solleva interrogativi non solo di natura economica ma anche sociale, data la quantità di posti di lavoro che sono in gioco.

Le dure parole di Carlo Calenda

Di fronte a questo scenario, la pazienza di Carlo Calenda, che da tempo esprime preoccupazione per le sorti industriali del paese, sembra essersi esaurita. Le sue critiche, che non ammettono mezzi termini, si sono concentrate direttamente sulla figura di John Elkann, l'erede della famiglia Agnelli, accusato di aver "svenduto un patrimonio ideale". Una delle sue affermazioni più taglienti, "Maserati è già morta", risuona come un epitaffio per un marchio dal glorioso passato, sintetizzando una percezione di declino che va ben oltre i confini di un singolo stabilimento. Calenda, il quale evita qualsiasi tipo di giri di parole, sostiene apertamente che Elkann non possa più restare ai vertici di Stellantis, ponendo una questione di responsabilità diretta nella gestione di quello che è considerato un bene industriale nazionale.

La mobilitazione della CISL per la pace

In un contesto segnato da tensioni internazionali, la CISL annuncia parallelamente una propria mobilitazione, scegliendo di scendere in campo per affermare con forza un "no ad ogni conflitto" e un rifiuto di "ogni violazione dei diritti umani". L'evento principale di questa campagna sarà una grande Assemblea nazionale, fissata per il 15 novembre a Roma, con l'obiettivo di riunire i lavoratori e i cittadini attorno a questi temi. La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori, in qualità di titolare del trattamento, ricorda inoltre che il proprio sito web utilizza cookie tecnici e, previo consenso, potrebbe installare anche cookie di profilazione per inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze degli utenti.

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