Volkswagen, crolla l’utile netto nel secondo trimestre: -36,6%
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il Gruppo Volkswagen, che continua a risentire delle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa, ha chiuso il secondo trimestre del 2025 con un utile netto in picchiata del 36,6%, attestandosi a 2,29 miliardi di euro. Un dato che riflette non solo le difficoltà legate ai dazi imposti da Washington – responsabili, secondo il colosso tedesco, di un esborso extra di 1,3 miliardi nei primi sei mesi dell’anno – ma anche un calo generalizzato delle performance finanziarie.
Se il fatturato è sceso del 3%, fermandosi a 80,6 miliardi, ancora più significativo è il risultato operativo, che ha perso il 29% rispetto allo stesso periodo del 2024, raggiungendo i 3,83 miliardi con un margine ridotto al 4,7%. Numeri che hanno spinto il gruppo a rivedere al ribasso le stime per l’intero anno, nonostante una leggera crescita delle immatricolazioni in Europa nel primo semestre.
Nei primi sei mesi del 2025, infatti, Volkswagen ha registrato 1.519.875 auto consegnate nel Vecchio Continente, con un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente e una quota di mercato salita dal 26,1% al 27,3%. Tuttavia, il mese di giugno ha messo in luce una battuta d’arresto: le vendite sono crollate del 7,8%, passando da 293.678 a 270.767 unità, con la quota che è scesa di un decimale, dal 26,9% al 26,8%.
Particolarmente colpita è stata Audi, che ha visto evaporare un terzo dei propri profitti, mentre le azioni del gruppo – dopo un iniziale slancio favorito dall’accordo sui dazi tra Stati Uniti e Ue – hanno subito un brusco ridimensionamento in Borsa. Il Ftse Mib, dopo aver sfiorato i 41 mila punti, ha chiuso in lieve calo dello 0,05%, riflettendo l’incertezza degli investitori.




