Sequestro GdF da 5,5 milioni agli ex amministratori del caffè

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sequestro GdF di oltre 5,5 milioni di euro riguarda gli amministratori di una società genovese che in passato operava nel commercio all’ingrosso di caffè. La Guardia di Finanza di Genova ha eseguito un decreto di sequestro preventivo nella forma “per equivalente” disposto dal Tribunale di Genova – Sezione per il Riesame, coinvolgendo un patrimonio composto da immobili, conti correnti e partecipazioni societarie. Il provvedimento arriva nell’ambito di un’indagine per bancarotta fraudolenta che vede coinvolti tre amministratori pro tempore della società.

L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Genova, Gruppo Tutela Economia, Sezione Reati Societari e Fallimentari. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro supera i 5,5 milioni di euro e il provvedimento riguarda diverse tipologie di proprietà riconducibili agli amministratori. Tra gli elementi interessati figurano appartamenti, box, cantine, magazzini, disponibilità sui conti correnti e quote societarie collegate alla società già attiva nel settore del commercio all’ingrosso di caffè.

I beni sequestrati tra Genova, mare e montagna

Il sequestro preventivo ha interessato 17 immobili distribuiti in diverse località. Le proprietà coinvolte comprendono alloggi e altri beni situati a Genova, Moneglia, Prato Nevoso e all’Isola d’Elba, con immobili collocati quindi sia in località balneari sia in zone di montagna. L’intervento della Guardia di Finanza ha riguardato un insieme di beni considerato equivalente all’importo indicato nel decreto emesso dal Riesame del Tribunale di Genova.

Tra i beni acquisiti al sequestro figurano abitazioni, box, cantine e magazzini, oltre a conti correnti e quote societarie. La misura è stata applicata nei confronti degli amministratori della società genovese nell’ambito dell’attività investigativa condotta dal gruppo specializzato nei reati societari e fallimentari. L’indagine ha portato così all’esecuzione del provvedimento su un patrimonio complessivo superiore a 5,5 milioni di euro.

L’indagine sulla società e le ipotesi contestate

I tre amministratori pro tempore della società risultano indagati per indebita percezione di erogazioni pubbliche e bancarotta fraudolenta. La società coinvolta era già operante nel commercio all’ingrosso di caffè e il procedimento riguarda le vicende societarie oggetto dell’indagine della Guardia di Finanza. Il sequestro eseguito nelle ultime ore rappresenta un passaggio dell’attività investigativa avviata sul caso.

Il provvedimento disposto dal Tribunale di Genova – Sezione per il Riesame ha consentito ai finanzieri di procedere al sequestro preventivo per equivalente nei confronti degli amministratori. L’attività è stata svolta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria con il coinvolgimento della sezione dedicata ai reati societari e fallimentari, concentrando gli accertamenti sui beni immobiliari, finanziari e sulle partecipazioni societarie riconducibili alla vicenda.

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