Morte di Alice Ferrari, la Procura indaga sui titolari dei Bagni Segesta: avvisi di garanzia e autopsia fissata per martedì
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Redazione Interno
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Il dolore per la scomparsa della piccola Alice Ferrari, l'undicenne di Suisio tragicamente deceduta all'ospedale Gaslini di Genova dopo essere rimasta intrappolata con i capelli nel sistema di aspirazione di una piscina a Sestri Levante, si intreccia ora con il rigore formale delle indagini. La Procura, nelle more dell'esame autoptico disposto per martedì 21 luglio, ha notificato gli avvisi di garanzia ai titolari dello stabilimento balneare Segesta, i quali risultano formalmente indagati per omicidio colposo.
Un atto dovuto, questo, finalizzato a consentire ai legali e ai consulenti di parte di presenziare agli accertamenti tecnici irripetibili, a cominciare proprio dall'autopsia che il pubblico ministero Fabrizio Givri ha affidato al medico legale Sara Lo Pinto.
La dinamica dell'incidente e i primi rilievi investigativi
Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, la tragedia si è consumata nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio, quando la bambina, dopo un tuffo nella vasca dello stabilimento, non è più riemersa. I capelli della piccola sarebbero rimasti fatalmente risucchiati dalla pompa di aspirazione, bloccandola sott'acqua. A prestare i primi soccorsi è stato il titolare della struttura, che si è tuffato per tagliare le ciocche con un coltello e riportare Alice in superficie, ma le sue condizioni sono apparse da subito disperate.
Le indagini, delegate dalla procura alla capitaneria di porto Circomare di Santa Margherita Ligure, si stanno concentrando su diversi aspetti, tra cui l'eventuale carenza della segnaletica relativa all'utilizzo della piscina da parte dei minori. Dai primi accertamenti, sarebbe emersa l'assenza del cartello che impone la presenza di un adulto per i minori di 12 anni, una circostanza che, unitamente alla momentanea assenza dei genitori, sta al centro del vaglio degli inquirenti.
Un'estate di tragedie e il dibattito sulla sicurezza degli impianti
Il caso di Alice Ferrari non rappresenta un episodio isolato nel panorama delle cronache estive, ma si inserisce in una scia di incidenti mortali che hanno coinvolto giovanissime vittime. Solo poche ore dopo, un'altra bambina di 4 anni ha perso la vita annegata nella piscina di un hotel a Milano Marittima, portando a 76 il drammatico bilancio delle vittime nelle piscine italiane dal 2022 a oggi, secondo i dati della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).
Questi eventi hanno riacceso il dibattito politico e sociale sulla necessità di inasprire le normative per garantire una maggiore sicurezza negli impianti natatori pubblici e privati. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha sottolineato l'urgenza di approvare una legge quadro per la sicurezza nelle piscine, ferma in Parlamento da oltre un anno e da lui firmata assieme al ministro della Salute Orazio Schillaci, per scongiurare il ripetersi di simili tragedie.
La posizione dei titolari e lo sviluppo dell'inchiesta
I due titolari dei Bagni Segesta, assistiti dagli avvocati Angelo Paone e Claudio Zadra, hanno ricevuto l'avviso di garanzia come atto dovuto, una formalità che permette loro di nominare propri consulenti tecnici per partecipare all'autopsia e a eventuali successive verifiche sul funzionamento dell'impianto.
L'inchiesta, coordinata dal pm Fabrizio Givri, dovrà accertare eventuali responsabilità connesse alla mancata adozione di misure di sicurezza idonee a prevenire incidenti di questo tipo, come l'installazione di dispositivi di arresto dell'aspirazione o l'obbligatorietà dell'utilizzo della cuffia, ancora oggi considerata un accessorio igienico e non un dispositivo di sicurezza in molte strutture.
L'autopsia sul corpo di Alice Ferrari, in programma per martedì, rappresenta il prossimo passaggio cruciale per fare luce su una vicenda che ha sconvolto l'opinione pubblica e che pone interrogativi urgenti sulla sicurezza degli impianti balneari italiani.




