Booking nel mirino degli hacker: dati personali degli utenti a rischio dopo un attacco informatico

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gigante olandese delle prenotazioni online, lo stesso che conta oltre trenta milioni di strutture registrate sulla sua piattaforma, ha dovuto fare i conti – nel corso dello scorso weekend – con una violazione della sicurezza che ha esposto i dati personali di una fetta consistente della sua utenza. Booking.com, lo si legge in una comunicazione diretta inviata il 12 aprile ai clienti coinvolti, ha rilevato “attività sospette” riconducibili a un accesso non autorizzato da parte di terzi. E non si tratta di un avviso generico, bensì di un messaggio dettagliato, reservation per reservation, come quello che alcuni utenti hanno riportato su Reddit: un’email proveniente dall’indirizzo [email protected] conteneva informazioni precise sulla singola prenotazione, segno che gli hacker avevano già messo le mani su dati concreti.

L’allarme phishing e il contenuto della violazione

Nomi, indirizzi email, numeri di telefono e persino il contenuto delle comunicazioni scambiate tra il viaggiatore e la struttura ospitante: questo il bottino sottratto dagli aggressori. La conferma arriva direttamente dalla società, che ha parlato di un possibile accesso “ad alcune informazioni di prenotazione”. L’elemento che più preoccupa, in queste circostanze, è la facilità con cui i malintenzionati potrebbero ora orchestrare campagne di phishing mirate. Non ricevendo un avviso anonimo, ma un messaggio che cita dettagli reali del proprio viaggio – la data di check-in, il nome dell’hotel, magari una richiesta particolare fatta alla reception – l’utente medio fatica a distinguere il falso dal vero. E proprio questa credibilità rende le truffe successive molto più pericolose.

Sicurezza dei pagamenti e rassicurazioni dell’azienda

Un aspetto, questo, su cui il portavoce di Booking.com ha voluto fornire un chiarimento non secondario: secondo quanto dichiarato, non sarebbe stato compromesso l’accesso alle informazioni finanziarie. Né numeri di carta di credito, né dati bancari, né altri strumenti di pagamento sarebbero finiti nelle mani degli hacker. Una rassicurazione, certo, ma che non riduce il rischio pratico per i milioni di utenti che ogni giorno usano la piattaforma. Un malintenzionato, anche senza i dettagli della carta, può infatti contattare la vittima fingendosi il proprietario dell’appartamento o il servizio clienti, chiedendo un bonifico urgente per “confermare” la prenotazione o risolvere un fantomatico problema tecnico.

Le comunicazioni del 12 aprile e la reazione della piattaforma

La notifica inviata sabato 12 aprile – una data che molti viaggiatori ricorderanno per l’allarme ricevuto nella propria casella di posta – ha rappresentato la presa d’atto ufficiale del breach. Booking.com ha precisato di aver informato “direttamente i clienti coinvolti”, senza però rivelare il numero esatto degli interessati. Migliaia, a giudicare dalla mole di segnalazioni comparse sui forum e sui social network, anche se la società preferisce non diffondere cifre. L’attacco, insomma, non è stato un semplice tentativo di intrusione, ma un’operazione riuscita che ha permesso a soggetti terzi di navigare all’interno dei dati sensibili legati alle prenotazioni attive e forse anche passate. Il modus operandi degli hacker, in questo caso, ricorda altre incursioni nel settore del travel tech: colpire l’infrastruttura di chi gestisce gli scambi tra ospiti e ospitanti per sfruttare il rapporto di fiducia già instaurato.

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