Stupro a corso Como, il gip: “Hassan senza freni inibitori”. Il pr 38enne ai domiciliari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte di Ferragosto a Milano, quella che avrebbe dovuto essere una serata di festa per una studentessa di diciannove anni, si è trasformata in un incubo. La giovane, italiana e residente nel capoluogo lombardo, ha denunciato di essere stata vittima di una violenza sessuale nei pressi della discoteca Hollywood, in corso Como.

A distanza di poco più di una settimana dai fatti, i carabinieri della Stazione Milano Porta Garibaldi, coordinati dalla pm Silvia Peru, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Elmanam Hassan, un cittadino egiziano di trentotto anni residente a Busto Garolfo e, stando alle ricostruzioni investigative, pr del locale in cui la ragazza aveva trascorso la serata.

Il profilo del predatore secondo il gip

A tracciare un ritratto nitido del presunto aggressore è stata la gip di Milano, Giulia D’Antoni, che ha firmato il provvedimento restrittivo. L’ordinanza descrive Hassan come un soggetto privo di freni inibitori, che non avrebbe esitato ad approfittare dello stato di vulnerabilità della vittima, una fragilità psichica che secondo il giudice sarebbe stata evidente e che l’uomo avrebbe strumentalizzato per estorcere un “consenso malato”.

Il documento, citato in più resoconti, parla di una condizione di “palese, innegabile, evidente incapacità a prestare un valido consenso” da parte della studentessa, una condizione di debolezza che il trentottenne avrebbe deliberatamente sfruttato per soddisfare il proprio istinto sessuale.

La ricostruzione della notte e le indagini

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la ragazza si trovava in compagnia di un’amica nella discoteca Hollywood quando, nella zona del privé, avrebbe incontrato Hassan. I due avrebbero consumato insieme alcuni drink, ma a un certo punto il comportamento del pr sarebbe diventato insistente. La diciannovenne ha raccontato agli investigatori di essere stata afferrata per un braccio e trascinata con la forza verso il retro del locale, dove sarebbe avvenuta la violenza.

Dopo l’aggressione, visibilmente sotto shock, la giovane è riuscita a chiedere aiuto a un passante e successivamente agli amici, che hanno allertato i carabinieri. La studentessa è stata quindi accompagnata alla Clinica Mangiagalli per gli accertamenti sanitari e il supporto psicologico previsti dal protocollo per le vittime di violenza sessuale.

I riscontri video e il riconoscimento

L’identificazione di Hassan è stata il frutto di un meticoloso lavoro d’indagine che ha incrociato diversi elementi. Fondamentali si sono rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e del locale, che avrebbero mostrato la chiara contrarietà della ragazza a seguire l’uomo fuori dalla discoteca. A queste si sono aggiunte le testimonianze della vittima e delle persone presenti quella sera, nonché l’analisi dei profili social riconducibili all’indagato.

Un ulteriore dettaglio, emerso dalle riprese e dalle dichiarazioni della studentessa, ha permesso di chiudere il cerchio: un tatuaggio a forma di bacio sul collo del 38enne, che avrebbe facilitato il riconoscimento. La misura cautelare, eseguita nel pomeriggio di lunedì 24 agosto, ha portato Hassan ai domiciliari a Busto Garolfo.

La reazione politica e il dibattito sulla sicurezza

L’arresto ha immediatamente acceso il dibattito politico sulla sicurezza, con il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato che ha espresso “grande soddisfazione” per il lavoro dei carabinieri. De Corato, che ha richiamato i precedenti penali dell’indagato e la sua posizione irregolare sul territorio, ha utilizzato il caso per ribadire l’importanza dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) come strumento fondamentale per la tutela della sicurezza.

Il parlamentare ha criticato le posizioni del centrosinistra e del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che aveva definito i CPR “centri di detenzione impropria”, sottolineando come episodi come quello di corso Como dimostrino invece la loro necessità.

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