L'Al-Ain, la "Juventus degli Emirati", sfida i bianconeri nel Mondiale per club
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Redazione Sport
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Non è la Juventus, eppure la storia dell’Al-Ain, primo avversario dei bianconeri nel Mondiale per club 2025, presenta curiose analogie con quella della squadra torinese. Club più titolato degli Emirati Arabi Uniti, con due Champions League asiatiche vinte e un dominio nazionale ininterrotto dal 2011-12 dopo un periodo di magra, l’Al-Ain è guidato da un allenatore slavo, proprio come accaduto più volte in casa Juve. Sebbene priva di stelle europee, la formazione emiratina vanta una tradizione solida, nonostante una stagione non esaltante ma comunque dignitosa.
La sfida, in programma alle 3 di notte italiane all’Audi Field di Washington, segnerà l’esordio della Juventus nel torneo, sotto gli occhi di Damien Cobolli e John Elkann, interessati a valutare da vicino il lavoro di Igor Tudor. I bianconeri, chiuso il campionato al quarto posto con la qualificazione in Champions League già in tasca, hanno l’obiettivo di spingersi il più avanti possibile, non solo per prestigio sportivo ma anche per ragioni economiche: la partecipazione garantisce un minimo di 19 milioni, cifra che potrebbe lievitare fino a 127 in caso di vittoria finale.
Quella tra Juve e Al-Ain non sarà l’unica partita in programma nella notte. Sempre su Dazn, a mezzanotte, debutteranno anche Pachuca e Salisburgo, inserite nello stesso girone di Real Madrid e Al Hilal, la formazione saudita guidata da Simone Inzaghi. Un torneo che, se per Psg e Atletico Madrid ha significato esibirsi davanti a 80.619 spettatori al Rose Bowl, per la Juventus inizierà in tono minore, tra le mura dell’Audi Field, l’accogliente impianto da 20.000 posti che ospita il Dc United. Ben lontano dal Northwestern Stadium, vero tempio dello sport della capitale, con i suoi 62.000 posti riservati ai Washington Commanders della Nfl.




