L’anziana uccisa in casa, il quartiere sotto choc: “Teresina aiutava tutti”
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Redazione Interno
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Emma Teresa Meneghetti — per tutti semplicemente “Teresina” — era il cuore di via Bernardino Verro, a due passi dalla torre di via Antonini, quella bruciata anni fa e mai più riparata. Chiunque la conoscesse, dalle vicine di casa ai frequentatori del Dolly Bar, racconta la stessa cosa: una donna di 82 anni che non si negava a nessuno, pronta a dare una mano anche quando avrebbe potuto pensare solo a sé. Abitava al terzo piano di un condominio color salmone, modesto ma curato, dove ieri è stata trovata senza vita.
La polizia, intervenuta dopo una telefonata agghiacciante, ha ricostruito che a ucciderla sarebbe stato un ragazzo di 15 anni, originario della Repubblica Dominicana, un tempo suo vicino di casa. Il minorenne, magrolino e apparentemente tranquillo, avrebbe confessato alla madre appena rientrato nell’appartamento dove vivono da circa un anno. Lei, una donna venezuelana di 44 anni, non ha esitato a chiamare il 112, pronunciando poche parole nette: “Mio figlio dice di aver ucciso una donna, venite”.
Quella famiglia, come ricorda un’inquilina dello stesso palazzo, era arrivata da poco, visibilmente segnata da problemi economici e di salute. “Li vedevi lottare ogni giorno — racconta —, ma non sembravano persone violente”. Il ragazzo, che frequentava la scuola senza particolari segnalazioni, aveva conosciuto Teresina quando abitavano nello stesso stabile, prima di trasferirsi in un alloggio più piccolo. Quello che sia accaduto tra loro resta da chiarire, ma i poliziotti delle Volanti, giunti sul posto in pochi minuti, hanno trovato la scena confermata in ogni dettaglio.




