L’ultimatum di Trump: "O con noi o con la Cina"
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Redazione Esteri
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New York – L’amministrazione Trump ha alzato ulteriormente la posta nello scontro commerciale globale, presentando al mondo un aut-aut senza mezzi termini: schierarsi con Washington o affrontare ritorsioni. «O con noi o con la Cina», ha dichiarato il presidente americano, ribadendo che chi accetterà di allinearsi beneficerà di condizioni agevolate, mentre gli altri vedranno inasprite le misure protezionistiche. Una mossa che, arrivata alla vigilia dell’incontro con la premier Giorgia Meloni, conferma l’intenzione di perseguire una linea sempre più dura, nonostante le critiche e le tensioni generate dalle sue politiche.
L’Unione europea, dal canto suo, ha respinto la proposta di eliminare i dazi su automobili e beni industriali, dimostrando di non voler cedere al ricatto. Ma l’obiettivo principale di Trump rimane la Cina, che intende isolare attraverso ogni mezzo possibile, compresi accordi bilaterali con altri Paesi. Pechino, pur affermando di «non avere paura», si trova a fronteggiare un’offensiva senza precedenti, con ripercussioni già tangibili: il traffico nei porti californiani, per esempio, è crollato del 20%, segnale di un’economia che inizia a risentire delle contromisure.
Intanto, la Casa Bianca ha allargato il fronte anche al mondo accademico, chiedendo all’Irs di revocare le esenzioni fiscali a Harvard, dopo che l’università si è opposta alle direttive sull’abolizione delle politiche di diversità e inclusione. Una mossa che, al di là delle motivazioni ufficiali, rientra in una strategia più ampia di consolidamento del controllo su istituzioni considerate antagoniste.




