Flora Tabanelli, la strategia sul ginocchio infortunato per Milano Cortina 2026
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Redazione Sport
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L'incubo di una stagione spezzata, che per molti atleti suonerebbe come un'irreparabile condanna, si è materializzato per Flora Tabanelli con una diagnosi che getta un'ombra sul suo cammino olimpico: la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, conseguenza di una caduta in fase di atterraggio durante un allenamento a Stubai. La giovane fenomeno dello sci freestyle, che a nemmeno diciotto anni vanta già un titolo mondiale di big air e la Coppa del Mondo, deve ora affrontare una sfida imprevista e insidiosa, lontano dalle piste. La scelta operata dal team medico, però, delinea un percorso di recupero che non è affatto una resa, bensì una calcolata scommessa sul tempo e sulla resilienza del suo Corpo.
Il percorso conservativo scelto dai medici
“L’instabilità del ginocchio ci ha dato tempo, non rischiamo a 17 anni”, ha dichiarato Andrea Panzeri, presidente della commissione medici della Fisi, illustrando la logica che ha portato a privilegiare un approccio non chirurgico. La decisione, presa dopo una visita all'Istituto Clinico San Siro, si basa su un'attenta valutazione delle specifiche condizioni dell'atleta e della sua giovane età. Il piano terapeutico, come ha precisato Panzeri, prevede dunque l'inizio di “un trattamento riabilitativo e conservativo”, al termine del quale, dopo circa un mese, verrà effettuata una nuova valutazione per misurare i progressi compiuti e la risposta fisica al trattamento intensivo, che includerà anche l'utilizzo di un tutore.
Le parole del presidente del Coni Buonfiglio
Sulla stessa linea d'onda si è posizionato il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, il quale, in occasione di un evento a Milano, ha sottolineato la necessità di proteggere la sportiva da pressioni esterne e aspettative eccessive. “Vista la giovane età di Flora Tabanelli, non bisogna pensare solo al risultato, ma alla salute”, ha affermato, confermando la tempistica del recupero. Buonfiglio ha aggiunto che, dopo il mese di terapia, “si vedrà la reazione fisica”, esprimendo altresì fiducia nell'atteggiamento mentale della campionessa, sintetizzato con la frase “con la testa c'è”.
L'obiettivo delle Olimpiadi in bilico
Questo periodo di riabilitazione rappresenta, di fatto, una corsa contro il tempo con il traguardo di Milano Cortina 2026 che, sebbene non venga messo in discussione come sogno ultimo, appare oggi più lontano e condizionato da una variabile imponderabile. L'evoluzione clinica delle prossime settimane sarà dirimente per capire se la strada intrapresa potrà condurre Tabanelli verso i Giochi Olimpici invernali o se, al contrario, sarà necessario un ripensamento della strategia. L'infortunio, per quanto grave, non viene pertanto considerato una patologia terminale per la sua carriera, bensì un ostacolo da superare con pazienza e lungimiranza, dove la salute dell'atleta rimane il parametro primario e inderogabile di ogni successiva decisione.




