Ucraina, l'ombra della corruzione sul capo dell'ufficio di Zelensky: Budanov nel mirino dell'inchiesta

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La bufera giudiziaria che ha travolto la Procura generale ucraina continua ad allargarsi, arrivando a lambire il cuore dell'ufficio presidenziale. Le indiscrezioni emerse nelle ultime settimane nell'ambito dell'indagine denominata "Forest Gump" hanno fatto emergere il nome di Kirill Budanov, capo dell'ufficio del presidente Volodymyr Zelensky, coinvolto nell'inchiesta su una presunta rete di corruzione che ruota attorno alla maxi cauzione per l'ex ministro dell'Energia German Galushchenko.

Secondo quanto riportato da fonti investigative, la vicenda riguarda una somma di denaro, circa 150 milioni di grivne in contanti, che sarebbe stata consegnata dall'uomo d'affari Timur Mindich, ex socio di Zelensky e attualmente latitante in Israele, per coprire la cauzione di Galushchenko. Il nome di Budanov emerge nelle carte dell'inchiesta relative alla posizione di Iryna Mudra, ex vice capo dell'ufficio presidenziale, la quale avrebbe agito su presunte istruzioni provenienti dalla "leadership".

Le registrazioni agli atti indicano che Mindich avrebbe contattato Budanov per chiedere di organizzare il pagamento, e che questi avrebbe incaricato la sua vice, la Mudra, di reperire i fondi necessari attraverso una complessa operazione di riciclaggio.

L'inchiesta ha rivelato un intreccio che mette a dura prova l'architettura istituzionale del paese. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il denaro, proveniente da attività illecite, sarebbe stato introdotto nel sistema finanziario attraverso la Sense Bank, istituto di proprietà statale, per essere poi utilizzato come garanzia per la scarcerazione di Galushchenko. Gli investigatori sostengono che i vertici della banca avessero accettato di operare sotto un "controllo informale" da parte di esponenti dell'ufficio presidenziale.

Il presunto ruolo di Budanov come organizzatore della raccolta fondi getta un'ombra pesante sulla gestione della lotta alla corruzione, proprio mentre l'Ucraina è impegnata nel difficile percorso di riforme richiesto dai partner europei.

Lo scandalo ha avuto un effetto domino immediato sulla procura generale. Ruslan Kravchenko, procuratore generale al momento dell'esplosione dell'inchiesta, ha rassegnato le dimissioni il 7 settembre 2026, dopo che gli organi anticorruzione NABU e SAP avevano perquisito il suo ufficio nell'ambito di un'indagine parallela su una presunta rete di protezione di call center dedicati alle truffe telefoniche. Il parlamento ha formalizzato la rimozione il 15 settembre.

La sua uscita di scena, avvenuta con un viaggio all'estero che ha alimentato numerose polemiche, ha lasciato un vuoto che il presidente Zelensky ha colmato nominando, il 17 settembre, Anton Kovalsky come nuovo procuratore generale ad interim.

Anton Kovalsky, 42 anni, già capo della procura regionale di Khmelnytskyi, ha assunto l'incarico in un momento di profonda crisi per l'istituzione che dirige. Nelle sue prime dichiarazioni pubbliche, il nuovo procuratore ad interim ha assicurato che il lavoro della procura "prosegue senza interruzioni" e ha delineato le priorità immediate della sua gestione.

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