Cividate, non ce l’ha fatta il 25enne trovato senza sensi vicino alla chiesa
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Redazione Interno
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Si è spento nella notte, poche ore dopo essere stato ricoverato in condizioni disperate, il giovane di venticinque anni rinvenuto esanime nel piazzale Giacomini a Cividate Camuno. Il decesso, avvenuto all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove era stato elitrasportato nella serata di giovedì 12 marzo, ha trasformato una vicenda già preoccupante in una tragedia che adesso attende spiegazioni certe. I sanitari del 118, giunti sul posto con automedica, ambulanza e l’elisoccorso decollato dal Civile, avevano trovato il ragazzo in arresto cardiaco, dando immediatamente il via alle manovre di rianimazione. Un intervento disperato, quello dei soccorritori, che aveva consentito di stabilizzare appena il venticinquenne per il trasferimento d’urgenza nel capoluogo orobico, ma le sue condizioni, apparse subito gravissime, non hanno purtroppo lasciato scampo.
Il ritrovamento e i primi accertamenti
A lanciare l’allarme, intorno alle diciannove, era stato qualche residente della zona, insospettito dalla presenza di un inerte nello spiazzo che separa la chiesa parrocchiale dall’oratorio di Santo Stefano, a due passi dall’abitazione del giovane. Sul luogo, i carabinieri della Compagnia di Breno hanno avviato da subito le verifiche per ricostruire la dinamica dell’accaduto, ascoltando i primi testimoni e cercando di capire se qualcuno avesse visto o sentito qualcosa nelle ore precedenti il dramma. Nessun segno di violenza sarebbe stato riscontrato sul corpo, circostanza che aveva inizialmente orientato gli investigatori verso l’ipotesi di un malore improvviso, sebbene non fosse stata esclusa alcuna pista, compresa quella di un’intossicazione etilica.
Gli accertamenti sanitari e le indagini
La salma del venticinquenne è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha disposto gli esami autoptici necessari per fare piena luce sulle cause che hanno portato all’arresto cardiaco. Saranno i medici legali, nei prossimi giorni, a stabilire con precisione se a scatenare il malore sia stata una patologia pregressa, magari silente, oppure se abbiano giocato un ruolo determinante altri fattori, come l’assunzione di sostanze o un’eventuale intossicazione. L’intera comunità di Cividate Camuno, un piccolo centro della Val Camonica, attende risposte chiare, mentre i militari dell’Arma continuano a raccogliere elementi utili a confermare o smentire le prime ipotesi, in un’indagine che procede con il massimo riserbo.
La dinamica del soccorso
La complessa macchina dei soccorsi era scattata immediatamente dopo la segnalazione al Numero Unico delle Emergenze. L’intervento combinato di ambulanza e automedica, supportato dall’elicottero, testimonia la gravità della situazione fin dai primi istanti: i parametri vitali del giovane erano già compromessi e i tentativi di rianimazione, protrattisi per diverso tempo sul posto, avevano sortito solo un effetto temporaneo. Il trasporto d’urgenza a Bergamo, presso uno dei centri traumatologici e di rianimazione più attrezzati della regione, era stato l’estremo tentativo per salvare una vita che, nonostante gli sforzi, si è inesorabilmente spenta.




