Cannes 2026, il verdetto della giuria di Park Chan-wook: attesa per la Palma d'oro tra assenze italiane e trionfo dell’autore

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Cala il sipario sulla settantanovesima edizione del Festival di Cannes, e stasera, sabato 23 maggio 2026, il Grand Théâtre Lumière si appresta a ospitare la cerimonia di premiazione più attesa dell’anno. Sarà l’attrice Eye Haïdara, già padrona di casa in apertura, a condurre il gran finale di una kermesse che, quest’anno, ha registrato un’assenza pesante quanto silenziosa: quella dell’Italia. Nessun titolo tricolore è riuscito a entrare tra i 22 film in concorsouna battuta d’arresto che non si verificava da un decennio, come sottolineato dai cronisti presenti sulla Croisette e che ha lasciato un vuoto incolmabile in una selezione votata quasi esclusivamente al cinema d’essai e alle produzioni d’autore.

Un verdetto firmato dall’Oriente: la visione di Park Chan-wook

A presiedere la giuria internazionale di questa 79ª edizione è il regista sudcoreano Park Chan-wook, volto noto al pubblico occidentale per la sua estetica radicale e i suoi thriller psicologici, che ha di recente presentato “No Other Choice” a Venezia. Lo affiancano un panel eterogeneo di otto professionisti, tra cui spiccano i nomi di Demi Moore, Stellan Skarsgård, la regista Chloé Zhao e l’attore irlandese Ruth Negga, chiamati a decretare il vincitore della Palma d’oro. La scelta di affidare la presidenza a un cineasta asiatico e la massiccia presenza di pellicole provenienti dall’Estremo Oriente segnano un deciso allontanamento dal consueto glamour hollywoodiano, confermando la volontà del festival di premiare la ricerca estetica pura piuttosto che il mero appeal commerciale.

La lunga notte dei premi: da Favino a Tilda Swinton

Mentre in Italia si discute dell’assenza di registi nostrani, sul palco del Lumière sfileranno invece diversi volti noti del cinema italiano. Pierfrancesco Favino, che abbiamo visto recentemente in numerose produzioni internazionali, è stato chiamato a consegnare uno dei riconoscimenti principali, così come Geena Davis – protagonista del poster ufficiale di quest’anno insieme a Susan Sarandon per “Thelma & Louise” – e l’onnipresente Xavier Dolan. Sarà però Tilda Swinton ad avere l’onore di consegnare la Palma d’oro alla migliore opera, in una serata che vedrà anche la celebrazione di Barbra Streisand. L’artista, costretta a rimanere in America a causa dei postumi di un intervento al ginocchio, riceverà comunque la Palma d’oro onoraria; a ritirarla per lei sarà Isabelle Huppert, che leggerà il discorso di ringraziamento preparato dalla diva.

Un’edizione di transizione tra cronaca nera e indagini giudiziarie

Sebbene il clima sulla Croisette sia di festa, non sono mancati i riflessi della cronaca nera internazionale a contaminare l’atmosfera del festival. Alcune pellicole in concorso, come rivelato durante le proiezioni stampa, affrontano il tema della violenza di Stato e degli intrecci criminali con un realismo crudo, spingendo la giuria a interrogarsi profondamente sul confine tra rappresentazione artistica e denuncia sociale. I membri del collegio giudicante, sotto la guida di Park Chan-wook, hanno analizzato i documenti e le produzioni con l’attenzione di un’inchiesta, valutando come il linguaggio cinematografico possa raccontare la complessità del reato senza cadere nel voyeurismo. È in questo equilibrio sottile – tra la narrazione giudiziaria e il rispetto per le vittime – che si gioca una delle sfide più ardue per i vincitori di questa sera, i quali dovranno dimostrare di aver saputo trasfigurare la realtà senza mai banalizzarla.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.