Festival di Cannes 2026, i film da vedere dopo la Palma d’Oro a Fjord
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Festival di Cannes 2026 si è chiuso con la Palma d’Oro assegnata a Fjord di Cristian Mungiu, un risultato che ha sorpreso parte della critica e acceso ancora di più il dibattito nato lungo tutta la manifestazione. L’edizione numero 79 non ha avuto un titolo dominante capace di catalizzare completamente l’attenzione, ma proprio questa frammentazione ha reso più aperta la discussione sui film presentati sulla Croisette. Con meno star internazionali a sostenere le produzioni in concorso e una selezione che ha puntato soprattutto sul cinema europeo, Cannes 2026 ha lasciato in eredità diversi titoli destinati a essere osservati con attenzione anche fuori dal Festival.
Tra gli elementi che hanno caratterizzato questa edizione c’è stata anche la composizione del Palmares, segnato da tre ex aequo e da una distribuzione dei premi che ha premiato soprattutto opere europee. Sette film su otto riconosciuti dalla giuria arrivano infatti dal continente europeo, mentre l’Italia è rimasta completamente fuori non solo dal concorso principale ma anche dalle sezioni parallele, considerate spesso il vero indicatore dello stato di salute di una cinematografia nazionale. L’assenza italiana ha reso ancora più evidente il peso assunto da autori e produzioni europee all’interno della selezione del Festival.
I film che hanno lasciato il segno a Cannes 2026
Fjord di Cristian Mungiu è il titolo che più di tutti è destinato a continuare il proprio percorso dopo Cannes. La Palma d’Oro ottenuta dal regista rumeno ha sorpreso molti osservatori, soprattutto perché il film non era indicato tra i favoriti principali della vigilia. Proprio questo esito inatteso ha contribuito a rafforzare l’impressione di un’edizione meno prevedibile rispetto agli anni passati. Accanto al vincitore, diversi film presentati durante il Festival hanno raccolto attenzione critica e curiosità, tanto da essere indicati tra le opere più interessanti viste sulla Croisette.
Secondo Vogue Italia, cinque film in particolare sono riusciti a distinguersi all’interno della selezione del Festival di Cannes 2026. Il magazine li ha indicati come i titoli più convincenti dell’edizione, opere capaci di lasciare un’impressione forte già dalle prime proiezioni in anteprima. In un contesto meno polarizzato rispetto agli anni precedenti, questi film hanno contribuito a mantenere vivo il confronto tra critica e pubblico, alimentando discussioni che non si sono concentrate su un solo titolo ma su più opere considerate meritevoli di attenzione.
Questa distribuzione più ampia dell’interesse ha modificato anche la percezione generale del Festival. Negli ultimi anni Cannes aveva spesso prodotto un film dominante, capace di imporsi immediatamente come riferimento della stagione cinematografica successiva. Nel 2026, invece, il quadro appare molto più aperto. Le opere premiate e quelle accolte meglio dalla critica sembrano destinate a costruire il proprio percorso nel tempo, senza un unico favorito capace di oscurare gli altri. È anche per questo che molti osservatori considerano questa edizione particolarmente interessante da seguire nei prossimi mesi.
La battuta di Park Chan-wook e il peso del cinema europeo
Uno dei momenti più discussi del Festival è arrivato durante la cerimonia finale con le parole di Park Chan-wook, presidente di giuria dell’edizione 2026. Il regista sudcoreano, autore di film diventati punti di riferimento come Oldboy e The Handmaiden, ha trasformato un momento istituzionale in una scena più ironica e personale con una battuta sulla Palma d’Oro: «Non volevo darla a nessuno». Una frase che ha rapidamente attirato attenzione perché riflette il rapporto particolare tra il regista e Cannes, festival che negli anni lo ha celebrato senza però assegnargli il riconoscimento principale.
Le dichiarazioni di Park Chan-wook hanno contribuito a rafforzare il clima di discussione che ha accompagnato tutto il Festival. Una parte della critica si aspettava infatti un Palmares diverso, anche considerando la presenza di una giuria guidata da un autore considerato tra i più influenti del cinema contemporaneo. Il risultato finale ha invece premiato una linea più europea e meno orientata ai titoli più attesi della vigilia. In questo scenario, Cannes 2026 si chiude come un’edizione meno spettacolare sul piano mediatico ma più ricca di film destinati a essere valutati nel tempo, lontano dal rumore immediato della Croisette.




