Jafar Panahi vince la Palma d’oro a Cannes con un film girato in clandestinità
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Cannes – Jafar Panahi, regista iraniano più volte perseguitato dal regime di Teheran, ha sollevato la Palma d’oro tra le ovazioni del pubblico del Festival di Cannes, che lo ha accolto in piedi nel Palais. Un riconoscimento che va oltre il cinema, trasformandosi in un simbolo di resistenza. «Il mio film accende la speranza di un futuro senza oppressione», ha detto Panahi, visibilmente commosso, prima di dedicare il premio a quanti, in Iran e non solo, lottano per la libertà d’espressione.
Solo un incidente, pellicola distribuita in Italia da Lucky Red, è stato girato in condizioni di clandestinità, mentre il regista era sottoposto a divieto di lasciare il Paese e aveva già scontato un periodo di detenzione. La vittoria arriva dopo quindici anni di assenza dalle passerelle internazionali: l’ultima presenza a Cannes risaliva al 2003, quando Crimson Gold fu presentato nella sezione Un Certain Regard.
Quella di Panahi non è stata l’unica standing ovation a ribadire il legame tra cinema e impegno civile. Robert De Niro e Juliette Binoche, membri della giuria, hanno sottolineato con la loro presenza il valore politico di un festival che, in un’edizione segnata da polemiche e persino da un blackout tecnico dalle cause ancora poco chiare, ha scelto di premiare un’opera scomoda.




