Truffa del finto Crosetto: indagini a tutto campo tra conti bloccati e testimonianze chiave
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La truffa del «finto Crosetto», che ha visto imprenditori di alto profilo cadere vittime di una sofisticata operazione criminale, continua a far discutere e a tenere impegnati inquirenti e magistrati. La Procura di Milano, coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia, ha già bloccato due conti correnti esteri, uno in Olanda e l’altro a Hong Kong, ritenuti cruciali per ricostruire il flusso di denaro illecito. Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo, si concentrano sull’ipotesi di associazione per delinquere, mentre si attendono ancora gli esposti formali delle vittime, tra cui quello annunciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, il cui nome è stato strumentalizzato dai truffatori.
I criminali, spacciandosi per membri dello staff del ministro, hanno contattato imprenditori e segreterie aziendali, chiedendo soldi per fantomatici riscatti di giornalisti rapiti in Medio Oriente. Una tecnica subdola, che ha sfruttato la credibilità istituzionale per convincere le vittime a versare ingenti somme. Tra i nomi coinvolti, spicca quello dell’ex presidente di Inter e Saras, Massimo Moratti, i cui soldi sono rimbalzati tra l’Olanda e Hong Kong, seguendo un percorso finanziario intricato e volutamente opaco.
Nel frattempo, anche Esselunga ha presentato una denuncia, aggiungendosi al crescente numero di aziende e privati che hanno subito danni. La procura milanese ha avviato un’operazione a tutto campo, convocando chiunque abbia avuto contatti con i presunti truffatori. Ogni testimonianza, anche la più apparentemente insignificante, potrebbe rivelarsi decisiva per far luce su una vicenda che si presenta fin dall’inizio complessa e articolata.
Parallelamente, il caso ha avuto ripercussioni politiche, seppur indirette. Alla Camera, la discussione sulla mozione di sfiducia contro il ministro del Turismo Daniela Santanchè ha visto la sinistra restare sola in aula, con i banchi di governo, Lega e Forza Italia deserti. L’opposizione ha sollevato dubbi su possibili ricatti, ma i numeri hanno reso chiaro che si trattava di uno show destinato a fallire. Un episodio che, seppur distante dalla truffa del finto Crosetto, riflette un clima politico teso e frammentato.
Intanto, le nuove tecnologie continuano a complicare il quadro. Come ha sottolineato lo stesso Crosetto, la rapidità con cui i truffatori creano nuovi profili e identità virtuali rende quasi impossibile un controllo efficace. Le piattaforme social, da Facebook a Instagram, passando per X, sono chiamate a garantire maggiore sicurezza agli utenti, ma il compito si rivela sempre più arduo. Lo Stato, da solo, non ha gli strumenti per inseguire criminali che sfruttano l’anonimato e la velocità del web.




