Benda stupisce all'Eicma con le sue cruiser e un ibrido boxer

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il salone internazionale del motociclo di Milano, che ogni anno fa da palcoscenico alle novità del settore, ha ospitato l'irruzione di Benda, un costruttore cinese che, con una gamma di modelli cruiser e un prototipo ibrido, ha dimostrato una volontà precisa: ritagliarsi uno spazio di rilievo in un mercato storicamente dominato da marchi consolidati. La sua proposta, che spazia dalla potenza quasi selvaggia delle maxi cruiser alla tecnologia ibrida della naked P51, si distingue per un approccio che non si limita a emulare, ma cerca di innovare, introducendo soluzioni tecniche inedite e un design che osa, caratterizzandosi per linee marcate e un'estetica riconoscibile.

Le maxi cruiser e le custom

In primo piano, tra i modelli presentati, spicca la Dark Flag 950, la quale rappresenta l'ingresso ufficiale della casa nel segmento delle maxi cruiser. Questo modello, che monta un propulsore V4 bialbero da 948 cc in grado di erogare 108 cavalli, adotta un sistema di disattivazione di due cilindri per contenere i consumi quando non è richiesta la massima potenza. La dotazione tecnica, completata da una frizione antisaltellamento, una trasmissione finale a cinghia e l'ABS e il controllo di trazione disinseribili, la colloca in diretta concorrenza con prodotti di lunga data. Accanto a essa, la Rock 707, equipaggiata con un bicilindrico a V da 691 cc, propone una frizione elettroassistita che permette cambiate rapide senza l'uso della leva, mentre la Rock 250 CVT si rivolge a chi cerca una guida più semplice e rilassata, senza dover gestire la frizione manuale.

Il prototipo ibrido P51

Oltre alle cruiser, Benda ha svelato la P51, un concept che fonde l'estetica neo-retrò con una meccanica avveniristica. Definita dal General Manager di Benda Motor Europe come "una visione audace verso il futuro del motociclismo", questa naked si distingue per il propulsore ibrido che combina un motore boxer da 250 centimetri cubici con un'unità elettrica, raggiungendo una potenza complessiva di 62 cavalli. Questa architettura, piuttosto insolita nel panorama a due ruote, punta a coniugare il carattere e il sound tipici di un propulsore termico con i vantaggi in termini di responso immediato e ridotte emissioni tipici della trazione elettrica, proponendo una risposta alle crescenti esigenze di sostenibilità senza rinunciare al piacere di guida.

Soluzioni tecniche innovative

Ciò che accomuna diverse proposte del costruttore è l'attenzione per soluzioni tecniche che migliorano l'esperienza di guida. Alcuni modelli, infatti, sono dotati di sospensioni pneumatiche che consentono di variare l'altezza da terra della moto, un accorgimento utile per adattare la vettura a diverse situazioni, dal parcheggio all'inserimento in curva. L'adozione quasi sistematica della trasmissione finale a cinghia, oltre a ridurre la manutenzione ordinaria, contribuisce a garantire una marcia più silenziosa e una maggiore pulizia. Questi elementi, uniti a dettagli come le frizioni a comando elettromeccanico, delineano una filosofia progettuale che mira a unire prestazioni e praticità, cercando di soddisfare le esigenze di un motociclista moderno.

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