‘17 Re’ a San Giovanni: l’urlo (ritrovato) dei Litfiba accende il Concertone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Cinquantamila persone, forse più, si sono strette sotto il sole cocente di piazza San Giovanni per assistere a quella che si preannunciava come una delle edizioni più sentite del Concertone del Primo Maggio. Sul palco allestito per la festa dei lavoratori, promossa come sempre da Cgil, Cisl e Uil, il meccanismo perfetto della maratona musicale si è messo in moto poco dopo le quindici, con la voce di Arisa – che ha scelto di rompere il ghiaccio con un omaggio struggente a Lucio Dalla, intonando “Futura” – a fare da apripista a un pomeriggio lungo dodici ore. Accanto a lei, a condurre la diretta su Rai3, BigMama e l’attore Pierpaolo Spollon hanno gestito il flusso di una line-up talmente vasta da restituire l’idea di un racconto generazionale, dove ai pezzi da novanta si alternano necessariamente le facce meno note del panorama contemporaneo.

La scaletta e il ritorno della Taranta

È toccato a Paolo Belli, con la sua consueta verve da orchestra scatenata, caricare l’energia iniziale per lasciare poi spazio a un susseguirsi serrato di artisti. La scaletta, snocciolata senza soluzione di continuità, ha portato sul palco romano nomi come Fulminacci, Riccardo Cocciante – che ha emozionato la piazza con i suoi classici senza tempo – e la ritmica scatenata di Serena Brancale. Se la prima fascia oraria (fino alle diciannove) è servita a riscaldare i motori, la ripresa serale ha alzato inevitabilmente il tiro con le attese performance di Ditonellapiaga, Emma, i Pinguini Tattici Nucleari, Madame e Geolier, tutti chiamati a intrattenere una folla resistente nonostante il caldo.

La chiusura della kermesse ha però avuto il sapore mediterraneo della tradizione rivisitata. A distanza di ventidue anni esatti dalla prima volta, l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta ha riportato la pizzica sul palco di San Giovanni. Un’anticipazione corale di quella che sarà la grande festa agostana a Melpignano (Lecce), dove la notte della musica popolare salentina attira annualmente un flusso di almeno 150mila persone; proprio in quella sede, a fine agosto, sarà Ermal Meta a vestire i panni del maestro concertatore, un ruolo di prestigio che l’artista pugliese d’adozione ha raccolto con la consapevolezza di chi sa di dover custodire una tradizione secolare.

Il rock graffiante dei Litfiba

Tra i momenti più attesi, rullo di tamburi, c’era il ritorno dei Litfiba. Non un ritorno qualunque, però: per l’occasione, la band fiorentina ha ricomposto la formazione originale degli anni Ottanta, quella che vede Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo riuniti sotto lo stesso striscione di “17 Re”. Un anniversario importante, quello dei quarant’anni dall’album che rappresentò il secondo capitolo della loro “Trilogia delle vittime del potere”, e che i quattro hanno deciso di celebrare proprio davanti al pubblico di piazza San Giovanni, in un’esibizione che per molti è valsa come un messaggio politico a tutti gli effetti. Pelù, dal canto suo, non ha mai fatto mistero di voler usare la musica come ariete contro ciò che definisce la “tecnocrazia assassina”, e quella maglietta sporca di fango e rock’n’roll – in un pomeriggio in cui il sole sembrava avere la meglio su tutto – ha rappresentato forse la scintilla più autentica della giornata.

Le pagelle e l’affluenza

Mentre sul palco si alternavano le sonorità pulite di Emma Nolde – cantautrice dalla vena elegante, la cui assenza nel “bouquet” di Sanremo di Carlo Conti ha suscitato piacere nelle cronache del giorno – e quelle graffianti di Levante, la piazza ha risposto presente in numeri consistenti fin dalle prime ore del mattino. Tra stand e transenne, il pubblico ha assistito anche agli showcase dei vincitori del contest “1MNext” (Bambina, Cainero e Cristiana Verardo) e a momenti di puro divertimento come l’esibizione di Rob, nell’immaginario collettivo ancora legata all’ultima edizione di X Factor. Se le pagelle della critica hanno assegnato il massimo dei voti a Cocciante per l’intensità emotiva (9) e a Brancale per l’esplosività della performance (8), a pesare sulla riuscita della giornata è stata la varietà di un’offerta che ha spaziato dal rap di Rocco Hunt alle divagazioni pop dei Pinguini Tattici Nucleari, fino ad arrivare al gran finale in levare affidato alle percussioni della Notte della Taranta.

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