Litfiba, il ritorno di “17 Re” e la scaletta aggiornata del Concertone tra Irama e Fulminacci
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Quarant’anni dopo essere stato accantonato – perché ritenuto all’epoca un Corpo estraneo rispetto al resto dell’omonimo album del 1986 – “17 Re” fa finalmente il suo ingresso ufficiale nella discografia dei Litfiba, pubblicato lo scorso 17 aprile come title track di quel progetto che, per un inspiegabile cortocircuito artistico, rimase per quattro decenni chiuso in un cassetto. Il pezzo, che dal 24 aprile sarà disponibile anche in un’edizione limitata in vinile maxi single verde numerato, anticipa un’operazione ben più radicale: dal 27 giugno, con una data di avvio prevista a Perugia per l’Umbria Che Spacca Festival, la band formata da Piero Pelù e Ghigo Renzulli (affiancati dagli “storici” Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo) si lancerà nel tour “Quarant’anni di 17 Re – Tour 2026”, venti tappe che toccheranno la Penisola fino al 15 agosto, passando per i palchi di Roma, Milano e Bologna. Un viaggio nella memoria che, a dispetto di ogni tentazione nostalgica – come hanno più volte ribadito i diretti interessati – restituisce invece tutta la carica ancora intatta di un disco che nel 1986 venne definito “barock and roll” e ampiamente frainteso dalla critica dell’epoca, salvo poi diventare un pilastro della cosiddetta “Trilogia delle vittime del potere”.
Un’esclusione che diventa un caso, tra inchieste musicali e testi “arroganti”
Per comprendere la portata di questa pubblicazione, occorre ricordare il contesto di quel 1986: i Litfiba, reduci dal successo di “Desaparecido”, avevano confezionato un doppio album che mescolava punk, new wave e suggestioni colte – con citazioni che spaziavano da Schönberg a Stravinski – ma la title track venne scartata perché considerata non in linea con il resto del materiale, un piccolo mistero della musica italiana che solo oggi trova la sua soluzione. A distanza di quarant’anni, il testo del brano riemerge con una carica di attualità che nemmeno i suoi autori avrebbero forse immaginato: “I 17 re oggi sono diventati sempre più arroganti”, recita un passaggio, una frase che Pelù ha voluto riaccendere come una miccia, senza filtri né ambiguità. In conferenza stampa, il cantante non ha usato giri di parole nel collegare il senso del pezzo agli abusi di potere contemporanei, citando esplicitamente alcune figure della geopolitica globale – da Trump a Netanyahu fino a Putin – e sottolineando come, nonostante gli artisti contino “zero” nel grande schema delle cose, la voce per prendere posizione sia comunque un dovere. E aggiunge, con una stilettata verso il conformismo attuale, che molti oggi “pensano con il pensiero della rete più che con la propria testa”.
Il Concertone si riempie di big: Fulminacci dopo Sanremo, Irama verso San Siro
Mentre i Litfiba si preparano a riscrivere la loro storia live, la macchina del Concerto del Primo Maggio di Roma – promosso da Cgil, Cisl e Uil, organizzato da iCompany e dedicato al tema “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale” – continua ad arricchire il proprio cast con innesti di peso. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello di Fulminacci: l’artista romano, che aveva calcato per la prima volta quel palco nel 2019 con una performance essenziale, solo voce e chitarra, vi farà ritorno reduce da un periodo d’oro che lo ha visto trionfare al Festival di Sanremo 2026, dove “Stupida sfortuna” gli è valsa il prestigioso Premio della Critica “Mia Martini”. Un percorso, il suo, che dagli esordi intimi lo ha proiettato in una dimensione del tutto nuova, culminata nel primo tour nei palazzetti (“Palazzacci Tour 2026”) e nella pubblicazione del nuovo album “Calcinacci”.
Irama e i nuovi innesti: una line-up senza precedenti per Piazza San Giovanni
A dare ulteriore spessore alla manifestazione – che si terrà come sempre a ingresso libero in Piazza San Giovanni in Laterano e sarà trasmessa in diretta su Rai 3 e Rai Radio 2 – ci pensa poi l’annuncio di Irama. Il cantautore, reduce dall’uscita dell’album “Antologia della vita e della morte” (certificato disco d’oro e numero uno in classifica), porterà la sua musica sul palco del Concertone in attesa dell’appuntamento clou dell’estate, quel concerto dell’11 giugno allo Stadio San Siro di Milano che rappresenta il coronamento di una carriera costruita passo dopo passo. A loro si aggiungono, nel frattempo, anche Frah Quintale e Chiello, andando così a comporre un parterre che – insieme ai già annunciati Geolier, Riccardo Cocciante e alla storica reunion dei Litfiba – delinea una delle edizioni più ricche e articolate degli ultimi anni, capace di mettere in dialogo generazioni diverse sotto la direzione artistica di Massimo Bonelli.




