Patente a 17 anni e sorpasso a destra, le proposte agostane di Salvini per il nuovo Codice della strada

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre l'estate volge verso il suo consueto clou ferragostano, il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha scelto di rompere gli indugi, annunciando una serie di idee che potrebbero rivoluzionare il Codice della strada. Dopo la stretta già entrata in vigore lo scorso dicembre su alcol, droga e uso del telefonino, il governo prova a cambiare nuovamente passo, questa volta con un pacchetto di quindici proposte di modifica che toccano alcuni dei capisaldi della circolazione.

Il ventaglio delle ipotesi è variegato: si va dalla possibilità di mettersi al volante a diciassette anni all'introduzione del sorpasso a destra in autostrada, fino a un giro di vite sui tempi di notifica delle multe, che potrebbero passare dagli attuali novanta a soli trenta giorni.

Dalla patente a 17 anni ai sorpassi in autostrada: tutte le novità

Tra le ipotesi più discusse c'è sicuramente l'abbassamento dell'età per il conseguimento della patente B, da diciotto a diciassette anni. Una proposta che, secondo quanto si legge nella bozza inviata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mira a recepire le direttive europee, che impongono agli Stati membri di adeguarsi entro la fine del 2027.

Non solo: la patente a diciassette anni potrebbe aprire le porte anche alla guida di veicoli pesanti, come quelli che richiedono la patente C1 o C, per sopperire alla cronica carenza di autisti nel settore dell'autotrasporto, a patto di essere in possesso della Carta di qualificazione del conducente o di essere iscritti a un corso per ottenerla.

Parallelamente, la bozza del Mit introduce una novità destinata a far discutere: la possibilità di sorpassare a destra in autostrada. L'idea, in realtà, è quella di formalizzare la "circolazione per file parallele" sulle arterie a tre corsie, un meccanismo che di fatto consentirebbe a un veicolo di superare un altro procedendo sulla corsia di destra. Una pratica, quest'ultima, che oggi è espressamente vietata e sanzionata, ma che secondo il dicastero potrebbe rendere più fluido il traffico, specialmente nei tratti a elevata densità di veicoli.

Per i motociclisti, invece, si studia la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in caso di incidenti o forti rallentamenti, sempre garantendo, però, il passaggio dei mezzi di soccorso.

Il sistema sanzionatorio: multe progressive e fine dell'aumento automatico

Un capitolo a parte è dedicato all'universo delle sanzioni, che verrebbero completamente rivisto nella sua architettura. Il ministero punta a introdurre il principio di proporzionalità e progressività della multa per eccesso di velocità, cancellando di fatto le attuali fasce. Semplificando, la sanzione verrebbe calcolata in base a un importo per ogni chilometro orario oltre il limite: in autostrada si pagherebbero 10 euro per ogni km/h in più, mentre sulle strade urbane, dove il limite è di 50 o 30 km/h, la cifra scenderebbe a 5 euro per km/h.

In quest'ottica, una multa per chi viaggia a 150 km/h in autostrada ammontarebbe a 200 euro, mentre a 170 km/h arriverebbe a 400 euro.

Scompare anche l'aumento automatico delle multe, che non sarebbe più legato all'adeguamento biennale all'inflazione, ma scatterebbe solo in presenza di una variazione dell'indice dei prezzi al consumo superiore al 5%. Le sanzioni principali passerebbero dalle attuali 82 a un numero più contenuto, arrotondato a 5 o 10 euro, e la tabella dei punti da decurtare subirebbe una razionalizzazione.

Viene inoltre introdotto il "divieto di guida", che andrebbe a sostituire la sospensione della patente: una misura automatica e immediata, che non richiederebbe più l'intervento del prefetto e la cui durata sarebbe legata ai punti residui del conducente e alla gravità dell'infrazione.

I tempi della riforma e la consultazione

Queste proposte, come sottolinea lo stesso ministero, non sono ancora scritte nella pietra. La bozza è stata trasmessa a oltre cento operatori e associazioni di settore, che avranno tempo fino al 13 settembre per presentare le loro osservazioni e proporre eventuali aggiustamenti. Solo al termine di questa fase di consultazione, il Mit stilerà il testo definitivo del decreto delegato, che dovrà essere approvato dal Consiglio dei ministri entro il 14 ottobre prossimo.

L'obiettivo dichiarato del ministero è quello di "arrivare a un testo che sia il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti", senza mai perdere di vista la sicurezza stradale come priorità assoluta.

La partita, quindi, è ancora aperta e le modifiche potranno subire ulteriori variazioni nel corso del confronto. Quel che è certo è che il governo ha deciso di rimettere mano a un codice che disciplina la vita di milioni di italiani, proponendo un cambio di paradigma che, se confermato, riscriverebbe molte delle abitudini degli automobilisti. Dalla possibilità per i giovanissimi di prendere la patente alla revisione del sistema sanzionatorio, passando per le nuove regole in autostrada, il dibattito è destinato ad animare il prossimo autunno politico.

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