Max Sirena: "L'America's Cup a Napoli scelta del governo, non nostra"
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Redazione Sport
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Roma — «Abbiamo regatato a Napoli nel 2012, e mai visto un pubblico così». Max Sirena, team director di Luna Rossa, non nasconde l’emozione per l’assegnazione dell’America’s Cup 2027 al golfo di Napoli, ma precisa: «La decisione è stata presa dal governo italiano e da Emirates Team New Zealand, non da noi». Un annuncio arrivato a sorpresa, con un comunicato in "embargo", che ha lasciato persino alcuni addetti ai lavori colti di sorpresa. «Ci si chiedeva: ma è vero?». Eppure, i motivi per crederci non mancano.
Quella che si prepara a vivere Napoli sarà un’edizione storica, la prima in Italia dopo 174 anni di attesa. Un traguardo inseguito da generazioni di velisti, armatori e progettisti, da Azzurra al Moro di Venezia, fino alla Luna Rossa di Patrizio Bertelli, che proprio a Barcellona ha riconfermato Sirena alla guida della sfida italiana. «Finalmente possiamo concentrarci sul design e sugli allenamenti in condizioni simili a quelle del golfo», ammette lo skipper, ricordando l’entusiasmo del 2012, quando «una marea di gente» si riversò lungo la costa per ammirare le barche solcare le acque tra la città e le isole.
Il legame tra l’Italia e la Coppa delle Cento Ghinee, però, non si misura solo in regate. Dietro ci sono sponsor colossali, tycoon come Gianni Agnelli, l’Aga Khan, Raul Gardini e Maurizio Gucci, oltre alla determinazione di Vincenzo Onorato e Bertelli, che con Luna Rossa arriva all’ottava partecipazione. «Il pubblico italiano è il più numeroso al mondo», osserva Sirena, sottolineando come la scelta di Napoli non sia casuale: il golfo offre uno scenario unico, ma è la passione degli appassionati a fare la differenza.




