Mottola di Amato: "Napoli pronta per America’s Cup e Sail GP, ma serve fare squadra"
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Redazione Sport
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Roberto Mottola di Amato, olimpionico a Monaco 1972 e Montréal 1976, non ha perso il piglio da timoniere. Seduto sulla terrazza del Marina Piccola 73, ex sede estiva della Canottieri Italia e oggi boutique hotel gestito da Roberta Fiorentino e sua figlia Alice, il presidente del Circolo del Remo e della Vela Italia guarda al futuro con la stessa determinazione che lo ha portato a solcare i mari. Appena conclusa la Tre Golfi Sailing Week 2025, il suo sguardo è già rivolto all’appuntamento più atteso: l’America’s Cup del 2027, che trasformerà Napoli in un palcoscenico mondiale.
«Qui possiamo battere Barcellona», afferma Salvatore Naldi, convinto che la città possa attirare oltre due milioni di turisti in due mesi di regate. Ma la sfida, oltre che in acqua, si gioca a terra. «Serve un lavoro di squadra, e non c’è tempo da perdere», avverte. Le periferie occidentali, da Fuorigrotta a Bagnoli, saranno il cuore logistico dell’evento, e proprio lì occorre intervenire: strade, infrastrutture e una riqualificazione che vada oltre l’occasione sportiva.
L’euforia per il quarto scudetto del Napoli è ancora tangibile, eppure la città si prepara a un’altra festa, diversa ma ugualmente epica. L’America’s Cup, con la sua storia centenaria e le sue rivalità da leggenda, non è solo una competizione: è un motore economico, un’opportunità per ridisegnare il volto di un territorio. Le squadre, intanto, non hanno dubbi: il golfo, con il Vesuvio a fare da sfondo, è la cornice perfetta.
Mottola, che conosce ogni onda di quel mare, sa bene che il vento favorevole non basta. «Aspettiamo anche il Sail GP», aggiunge, ricordando come gli eventi velici possano diventare volano per un indotto che va ben oltre lo sport. Ma perché tutto funzioni, serve coordinamento. Le istituzioni, gli operatori, i cittadini: nessuno può remare contro.




