La madre di un ostaggio israeliano: "Tremo di paura" mentre proseguono i raid su Gaza
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Redazione Esteri
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La madre di un ostaggio israeliano trattenuto a Gaza, Einav Zangauker, ha dichiarato di essere “scossa dalla paura” per la vita del figlio Matan, lanciando un’accusa diretta – e carica di disperazione – contro il primo ministro Benjamin Netanyahu, il quale, a suo dire, avrebbe “mandato all’aria” ogni possibilità di un accordo per il rilascio dei prigionieri. Le sue parole, gravide d’angoscia, giungono in un momento di tensione internazionale acuita dopo che Israele ha preso di mira in Qatar la leadership di Hamas, azione che sembra avere ulteriormente complicato le già intricate trattative.
Nel frattempo, a Gaza City, il più grande centro urbano del territorio, la situazione umanitaria si fa sempre più critica. I raid aerei israeliani, che negli ultimi giorni hanno concentrato la loro potenza distruttiva sulla zona, continuano a radere al suolo interi palazzi residenziali. I palestinesi, come testimoniano le immagini che giungono dalla zona di Al-Shati, a ovest della città, sono costretti a scavare con le mani tra le macerie nella vana ricerca di superstiti, in uno scenario di devastazione che si ripete ormai quotidianamente.
L’esercito israeliano ha rinnovato con forza l’ordine – percepito dalla popolazione come una minaccia – per tutti i residenti di abbandonare immediatamente la città e dirigersi verso il sud, avvertendo che coloro i quali sceglieranno di rimanere “rischiano di essere uccisi”. Questo ultimatum, che prefigura un’espansione dell’offensiva di terra, mira a sfollare con la forza circa un milione di persone, un piano che diverse organizzazioni internazionali hanno già bollato come potenzialmente catastrofico.




