Palermo, il gruppo Oso Argiroffi e Forello attacca il sindaco Lagalla: "Retorica vuota sulla legalità"
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Redazione Interno
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Il gruppo consiliare Oso Argiroffi e Forello, nella Città di Palermo, ha duramente contestato il sindaco Roberto Lagalla, accusandolo di aver scelto di "trincerarsi dietro una lunga lettera formale", la quale, sebbene intrisa di richiami a principi condivisibili, sarebbe stata sistematicamente disattesa nella concreta azione di governo. Secondo quanto emerge dalle loro dichiarazioni, i riferimenti all'etica e alla trasparenza, avanzati dal primo cittadino, risuonerebbero come "una retorica vuota" se paragonati alla realtà quotidiana che i palermitani si troverebbero a vivere, una realtà caratterizzata, a loro dire, da una gestione clientelare e opaca, la quale opererebbe spesso in prossimità dei limiti della legalità, producendo di fatto quanto dichiaratamente condannato.
Le dimissioni di Cuffaro e il passaggio di consegne
Nel frattempo, a livello nazionale, la Democrazia Cristiana ha preso atto delle "dimissioni irrevocabili" presentate dal segretario nazionale Salvatore Cuffaro. L'organizzazione, stando a quanto comunicato, proseguirà il proprio cammino "senza soluzione di continuità", mantenendo inalterata l'attuale struttura organizzativa e dirigenziale, nell'impegno di radicarsi sul territorio. A subentrare nei compiti e nel ruolo del segretario dimissionario è stato il vicesegretario nazionale Gianpiero Samorì, il quale assume quindi la guida del partito in un momento di significativa transizione.
Le ombre dell'inchiesta giudiziaria
La decisione di Cuffaro di lasciare la poltrona che occupava dalla rifondazione del partito nel 2020, un periodo durante il quale la Dc siciliana era riuscita a riconquistare una presenza significativa di rappresentanti nelle istituzioni locali, giunge in un contesto segnato da una pesante richiesta di arresto formulata dalla Procura di Palermo, guidata da Maurizio De Lucia. Le accuse, che non vengono specificate in dettaglio nel comunicato, rappresentano lo sfondo giudiziario contro il quale si è consumata questa separazione, influenzando non solo la posizione personale dell'ex governatore ma anche gli equilibri politici dell'area.
La reazione della Dc siciliana
Con una nota ufficiale, firmata da diversi esponenti di spicco tra cui Carlo Auteri, Stefano Cirillo e Ignazio Abbate, la Democrazia Cristiana in Sicilia ha espresso "profondo rammarico" per l'evento. Nel documento, il partito ha manifestato la sua "assoluta fiducia negli inquirenti", dichiarando al contempo la volontà di continuare a "servire la Sicilia con coraggio, rispetto delle istituzioni e spirito di verità". L'annuncio di una Direzione Regionale Straordinaria, prevista per il 19 dicembre a Palermo, segna il prossimo passo per ridefinire la strategia e la leadership nell'isola, cercando di superare una fase certamente delicata.




