Ucraina, via libera di Londra alla produzione degli Storm Shadow: vertice dei Volenterosi a Kiev
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Redazione Esteri
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Il governo britannico ha autorizzato la condivisione di informazioni riservate sui componenti del missile a lungo raggio Storm Shadow, noto in Francia come Scalp, aprendo la strada all'avvio di linee di assemblaggio in territorio ucraino. L'annuncio, atteso in concomitanza con il 35° anniversario dell'indipendenza dell'Ucraina, rappresenta un passo significativo nelle forniture militari a Kiev, sebbene non manchino le critiche da Mosca, che accusa Londra di alimentare il conflitto.
La decisione è stata al centro del vertice della Coalizione dei Volenterosi, che ha visto la partecipazione dei leader europei in un momento particolarmente critico per le sorti del Paese e mentre si intensificano le pressioni diplomatiche per un possibile negoziato.
L'autorizzazione di Londra e le reazioni di Mosca
La mossa del governo britannico, formalizzata dal premier Andy Burnham nel corso della sua prima visita internazionale a Kiev, consente al gruppo della difesa MBDA di declassificare le informazioni sui componenti britannici del missile Scalp, versione francese dello Storm Shadow, per facilitare la produzione congiunta con Ucraina e Francia. L'obiettivo è quello di creare linee di assemblaggio locali che permettano a Kiev di produrre autonomamente questi sistemi d'arma a lungo raggio, già utilizzati con successo per colpire obiettivi strategici russi.
Come sottolineato dal premier Burnham, il sostegno a Kiev è considerato una priorità assoluta, paragonando la resistenza ucraina alla difesa della democrazia in Europa. Non è tardata la reazione del Cremlino, che ha definito la decisione britannica come un tentativo di gettare benzina sul fuoco e ostacolare qualsiasi progresso verso una soluzione pacifica, accusando il Regno Unito di partecipare attivamente al conflitto al fianco del regime di Kiev.
Il vertice dei Volenterosi nel giorno dell'indipendenza
La decisione di Londra è stata annunciata in concomitanza con la riunione della Coalizione dei Volenterosi, svoltasi a Kiev il 24 agosto. Il vertice, presieduto in videocollegamento dal presidente francese Emmanuel Macron, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal premier britannico Andy Burnham, ha visto la partecipazione di numerosi leader europei, tra cui il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, mentre la premier italiana Giorgia Meloni ha partecipato in videocollegamento.
L'incontro ha ribadito il sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina, con un focus particolare sul rafforzamento delle difese aeree e sull'incremento della pressione economica sulla Russia attraverso sanzioni più efficaci. Meloni ha rinnovato il fermo sostegno dell'Italia, confermando l'impegno sul fronte umanitario per affrontare la prossima stagione invernale.
Le richieste di Kiev e i nuovi aiuti europei
Nel corso del vertice, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rinnovato l'appello ai partner internazionali per un maggiore sostegno alla difesa aerea, puntando in particolare all'ottenimento di sistemi Patriot per contrastare i raid balistici russi. Kiev ha quantificato l'esigenza in centinaia di pezzi per difendere adeguatamente il Paese, esprimendo la volontà di utilizzare fondi europei per l'acquisto di una parte delle riserve statunitensi.
In risposta a queste richieste, la Commissione europea ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti militari da 6,1 miliardi di euro per l'acquisto di sistemi di difesa aerea, missili, munizioni e radar, portando il totale dei fondi già stanziati a 16 miliardi. L'obiettivo dichiarato dall'Unione Europea è quello di proteggere la popolazione ucraina e difendere i suoi cieli dagli attacchi russi, che hanno causato un numero crescente di vittime civili.
Il contesto bellico e le prospettive diplomatiche
La riunione dei Volenterosi si è svolta in un contesto di intensificazione degli attacchi russi, che hanno portato il numero di vittime civili in Ucraina ai livelli più alti dall'inizio dell'invasione su larga scala. Parallelamente, proseguono gli sforzi diplomatici per un possibile accordo di pace, con il presidente Zelensky che ha annunciato l'elaborazione di un piano in tre punti con Stati Uniti e Unione Europea, prevedendo un cessate il fuoco e il ritiro delle truppe.
Tuttavia, le posizioni tra le parti restano distanti, con Mosca che continua a richiedere concessioni territoriali e politiche intransigenti. Il vertice di Kiev, che ha visto la partecipazione in presenza di diversi leader nordici e baltici e la presenza del presidente del Consiglio europeo, ha rappresentato un'ulteriore occasione per riaffermare l'unità dell'Europa e la determinazione a sostenere l'Ucraina nella sua difesa, in attesa di sviluppi sul fronte diplomatico, mentre la prevista visita degli inviati di Donald Trump a Kiev e Mosca è stata rinviata.
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