Elkann non ha chiamato Platini, che però non chiude alla Juve: "Onorato, ma nessun contatto"
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Redazione Sport
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Michel Platini, che non ha mai smesso di essere franco anche quando la prudenza suggerirebbe il contrario, è tornato a parlare di Juventus in occasione della Golf Cup organizzata dalla Fondazione Vialli e Mauro al Royal Park I Roveri di Fiano, alle porte di Torino. Tra un colpo di putt e una battuta, l’ex campione francese ha affrontato senza reticenze le voci che lo vorrebbero presidente del club bianconero, ruolo per il quale – secondo alcune indiscrezioni – John Elkann avrebbe valutato il suo nome.
«Nessuno mi ha chiamato, non ho avuto nessun contatto», ha precisato Platini, lasciando però intendere che un eventuale approccio non sarebbe stato liquidato con un secco rifiuto. «Così non posso nemmeno pensare di tornare, ma di certo sono onorato che dopo 40 anni si pensi ancora a me». Un’apertura che, seppur velata, alimenta curiosità, soprattutto perché non è la prima volta che la Juve prova a riportarlo a Torino. «L’Avvocato me l’aveva chiesto», ha ricordato, riferendosi a Gianni Agnelli, «poi dissi di no, dovevo tornare a casa. Non ebbi tempo di riflettere».
Quanto all’attuale situazione sportiva, Platini ha ammesso di seguire «poco la serie A», pur esprimendo soddisfazione per il quarto posto ottenuto dalla squadra. «Quando non si può vincere, l’importante è non perdere», ha osservato, sottolineando l’importanza della qualificazione alla Champions League «a livello economico». Sulla possibile riconferma di Massimiliano Allegri o un ritorno di Antonio Conte, invece, ha preferito non sbilanciarsi: «Non voglio mischiarmi nelle loro cose, anche se certamente è una figura importante del mondo Juve».




