Sara Curtis strabilia nei 50 dorso, Quadarella domina le batterie dei 200 sl

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un’energia diversa, quasi palpabile, che filtra tra le tribune dello Stadio del Nuoto di Riccione; e non è solo il rumore dell’acqua agitata dalle braccia dei finalisti in erba, ma qualcosa di più intimo, che ha a che fare con la sostanza di una generazione pronta a prendersi la scena. Nella seconda sessione mattutina dei campionati italiani Assoluti – quella che, per tradizione, serve a smistare le carte prima delle finali serali – è stata Sara Curtis a imporre il proprio ritmo, e come. La piemontese, già autrice di una staffetta 4×100 sl piuttosto brillante, ha trasformato le batterie dei 50 dorso in un monologo tecnico: 27″51, un crono che non solo fa impallidire le avversarie, ma che rappresenta il quinto miglior tempo mondiale stagionale. Federica Toma, pur seconda, ha incassato un distacco di 81 centesimi, un abisso in una gara così breve e nervosa, dove ogni decimo pesa come un macigno.

Lamberti e quel record che sa di famiglia

Poco prima, però, era toccato a un altro volto giovane accendere il tabellone luminoso. Michele Lamberti, bresciano che gareggia per Fiamme Gialle e Gam Team, ha infatti firmato il nuovo record italiano nei 50 dorso maschili con 24″38. Un risultato che non esce dal nulla, se si considera il contesto familiare: il padre Giorgio e la madre Tanya Vannini sono ex campioni di spicco, plumedagliati in questa stessa disciplina, e il figlio sembra aver ereditato non solo la tecnica ma quella capacità di restare lucido nel momento che conta. Il titolo tricolore, arrivato in batteria, certifica una crescita che negli ultimi mesi si era già intravista, ma che ora diventa pietra miliare.

Quadarella, una lezione di pazienza nei 200 stile libero

Se nei 50 dorso la sorpresa è stata tanta, nei 200 stile libero donne ha invece regnato la prevedibilità di un’atleta abituata a gestire le distanze come poche. Simona Quadarella – che molti associano erroneamente solo ai 800 e ai 1500 – ha offerto una prestazione solida e autoritaria, rifilando un distacco significativo a specialiste pure della doppia distanza. La sua nuotata, fluida e senza affanni, ha messo in evidenza una condizione di forma che fa ben sperare in ottica europea, anche se il programma di Parigi è ancora lontano. La romana ha lasciato sul posto avversarie che sulla carta avrebbero potuto impensierirla, dimostrando che l’intelligenza tattica, a volte, vale più della potenza esplosiva.

Burdisso e Gastaldi, due facce della stessa medaglia

Nella farfalla, poi, il copione non ha tradito le attese. Federico Burdisso ha dominato i 200 senza lasciare spazio a ripensamenti, con una progressione che ha messo in fila il resto del lotto già a metà gara. Dall’altra parte, Anita Gastaldi si è imposta nei 100 rana, confermando una crescita costante che l’ha portata a competere con regolarità ai vertici nazionali. La giornata, insomma, ha già regalato indicazioni precise: tra un record che sa di storia familiare e un paio di croni che profumano d’Europa, Riccione si conferma il laboratorio ideale per un movimento che, gara dopo gara, prova a costruire qualcosa di solido. Nessuna sentenza, s’intende, ma i fatti parlano chiaro: Curtis, Lamberti e Quadarella hanno acceso la luce in una mattinata che altrimenti rischiava di essere solo di passaggio.

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