Malamovida a Pesaro, la prefetta: «Meno video sui social, più chiamate alle forze dell’ordine»
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Redazione Interno
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Non c'è solo il caldo, quest'estate, a tenere svegli i residenti del lungomare di Pesaro. C'è anche il rumore, la paura e un senso di impotenza che serpeggia tra i gestori degli stabilimenti balneari e i cittadini, stanchi di assistere a scene di degrado che si ripetono con preoccupante regolarità.
L'ultimo fine settimana di agosto ha portato con sé una scia di danni e intimidazioni che ha spinto la prefetta Emanuela Saveria Greco a convocare d'urgenza il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, dalla quale è emerso un appello che suona come un monito alla cittadinanza: di fronte a certi episodi, è meglio alzare la cornetta del telefono piuttosto che il cellulare per riprendere tutto e postarlo sui social network.
Un fine settimana di fuoco tra vandalismi e inseguimenti
Tutto ha avuto inizio tra il 28 e il 31 agosto, quando un gruppo numeroso, stimato in circa 150 giovani, ha preso d'assalto la zona del lungomare, trasformando alcune notti in un vero e proprio incubo per gli operatori del settore. Bottiglie rotte, scritte e imbrattamenti, insegne divelte e strutture danneggiate sono il bilancio di quelle ore di caos, con un conto che per alcuni stabilimenti balneari potrebbe già ammontare a diverse migliaia di euro.
Le immagini che circolano in queste ore, e che sono state rese note anche dalle forze dell'ordine per supportare le indagini, mostrano gruppi di giovanissimi che si muovono in branco, senza alcun rispetto per la proprietà altrui, mentre la polizia e i carabinieri cercavano di ricostruire l'accaduto e di risalire ai responsabili. Un'operazione resa più complessa dalla vastità degli episodi e dalla difficoltà di intervenire in tempo su un fronte così ampio e mutevole.
Nel cuore di questi eventi, un episodio di cronaca ha catalizzato l'attenzione degli inquirenti e ha portato a un arresto. Una Lancia Y rubata, utilizzata per raggiungere una località della Romagna per una serata in discoteca, è stata al centro di un rocambolesco inseguimento che ha attraversato la città domenica mattina. L'auto, con a bordo tre persone, è stata notata prima dalle volanti della Polizia e poi anche dai carabinieri, che hanno dato il via a un inseguimento ad alta velocità per le strade di Pesaro.
Alla guida c'era un ragazzo di 17 anni, mentre sul sedile del passeggero un 20enne lo incitava a non fermarsi e a tentare la fuga, secondo quanto emerso dall'accusa. Il terzo occupante, un 40enne di origine straniera, è invece riuscito a darsi alla fuga, mentre i primi due sono stati fermati e condotti in caserma.
L'identificazione dei responsabili e la stretta sulle indagini
Il lavoro serrato delle forze dell'ordine ha portato rapidamente a risultati concreti. Il sindaco di Pesaro, Andrea Biancani, ha confermato l'identificazione dei responsabili della serie di vandalismi che hanno colpito la città in quei giorni, sottolineando l'efficacia di un'indagine coordinata e rapida.
«Un'attività d'indagine rapida e coordinata, resa possibile dalla stretta collaborazione tra Questura, Forze dell'Ordine e Polizia Locale», ha dichiarato il primo cittadino, aggiungendo che un ruolo fondamentale è stato giocato dal sistema di videosorveglianza del Comune, che ha permesso di incrociare i dati e di risalire ai soggetti coinvolti.
Le indagini si sono poi concentrate sul ruolo di ciascuno: il 17enne, che era alla guida della Lancia Y rubata, si trova ora a dover rispondere di diversi reati, mentre il suo amico 20enne, che lo incitava alla fuga durante l'inseguimento, è finito in carcere per le conseguenze penali della sua condotta.
Non si tratta, tuttavia, di un episodio isolato, ma di un fenomeno più ampio che preoccupa le autorità e che sembra caratterizzare l'estate pesarese. La prefetta Greco, nel corso della riunione del Comitato per la sicurezza, ha espresso con forza la necessità di un cambio di passo culturale oltre che repressivo. «Chiamateci invece di fare solo i video per i social», ha detto la prefetta, rivolta ai cittadini, sottolineando l'importanza di una segnalazione tempestiva alle forze dell'ordine per consentire un intervento efficace e immediato.
Un invito che mira a trasformare la passività di chi osserva e filma in una partecipazione attiva alla sicurezza collettiva, rompendo quel muro di silenzio o di rassegnazione che spesso favorisce l'impunità dei piccoli delinquenti.
Più controlli e misure per arginare il fenomeno
La risposta della Prefettura non si limita all'appello, ma si traduce in un piano operativo che prevede un incremento dei controlli sul territorio e l'adozione di misure più incisive per contenere il fenomeno. Durante la riunione del Comitato, sono state valutate le strategie per intensificare la presenza delle forze dell'ordine nelle zone più colpite, soprattutto durante le ore notturne, e per rafforzare la collaborazione con le amministrazioni locali e i gestori dei locali pubblici.
L'obiettivo è quello di agire su più livelli: da un lato, prevenire gli assembramenti selvaggi e i comportamenti violenti attraverso una presenza visibile e dissuasiva; dall'altro, garantire una risposta giudiziaria celere e certa per chi commette reati, come dimostra l'arresto del 20enne e l'identificazione degli altri responsabili. Un'azione che intende restituire sicurezza ai cittadini e ai turisti, colpendo duramente chi trasforma la movida in un'occasione di illegalità e degrado.
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