Conte e l’opposizione all’attacco sul caso Roggero: «Non fu legittima difesa, ma una vendetta»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La condanna del gioielliere Mario Roggero, che ha ricevuto una sentenza di 14 anni e 9 mesi per l’omicidio dei due rapinatori avvenuto nel 2021, continua ad alimentare un intenso dibattito politico che sembra ormai aver travalicato i confini della cronaca giudiziaria per trasformarsi in uno scontro frontale tra il governo e le forze di opposizione.
A gettare benzina sul fuoco, nelle ultime ore, è stata l’intervista rilasciata a Sky dal leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, il quale ha offerto una lettura radicalmente diversa dei fatti rispetto a quella sostenuta da esponenti della maggioranza, negando con decisione che si possa parlare di legittima difesa.
«Rappresaglia e vendetta»: l’analisi di Conte
Giuseppe Conte, nel corso del suo intervento, è stato estremamente chiaro nel definire la vicenda come un episodio di giustizia sommaria, lontano anni luce dai confini normativi che disciplinano la legittima difesa nel nostro ordinamento. Il presidente del M5S ha parlato apertamente di «rappresaglia» e di una «vendetta» che si sarebbe consumata al di fuori di qualsiasi contesto giuridicamente riconoscibile come reazione a un pericolo imminente, sottolineando come i fatti di cronaca raccontino una dinamica che non lascia spazio a interpretazioni benevole.
Secondo Conte, insistere sulla legittimità dell’atto compiuto da Roggero servirebbe unicamente a coprire quelli che lui definisce i «fallimenti» del governo in materia di sicurezza pubblica, un tentativo di deviare l’attenzione dell’opinione pubblica da questioni ben più impellenti, come il caro vita o la crisi del potere d’acquisto.
L’attacco alla maggioranza tra caro vita e politica estera
Il leader pentastellato ha infatti allargato il tiro, innestando il caso Roggero in un quadro politico più ampio che vede il governo accusato di occuparsi di temi considerati secondari o dannosi, trascurando le reali emergenze sociali del Paese.
Conte ha citato i «carburanti alle stelle», il «crollo del potere d’acquisto» e la condizione di circa 3 milioni di cittadini costretti a rimandare cure mediche e visite specialistiche, contrapponendo queste priorità alla dedizione dell’esecutivo verso la legge elettorale, le «spese folli per il riarmo» e, appunto, la «propaganda» sul caso del gioielliere.
Secondo questa ricostruzione, insomma, la strumentalizzazione politica del dolore e della vicenda giudiziaria servirebbe a mascherare l’incapacità del governo di garantire la sicurezza dei cittadini, un tema che da sempre rappresenta un cavallo di battaglia della destra al governo.
Fratoianni e il Pd: «Speculazione putrescente e attacco allo Stato di diritto»
Un’eco delle stesse preoccupazioni, sebbene declinate con toni ancor più accesi, è giunta dal presidente di Avs, Nicola Fratoianni, il quale durante un intervento alla Camera ha parlato di una «putrescente speculazione degli sciacalli che attentano alla democrazia». Per Fratoianni, quanto sta accadendo intorno alla figura di Roggero e alla sua condanna non è semplice polemica politica, ma qualcosa di molto più grave che minaccia le fondamenta stesse del sistema democratico e del principio di separazione dei poteri.
Sul medesimo fronte si è schierato anche il Partito Democratico, con una presa di posizione particolarmente dura arrivata dalla federazione di Modena: i rappresentanti dem hanno stigmatizzato le «passerelle in carcere» dei leader della destra di governo, con un riferimento esplicito alla recente visita di Matteo Salvini e di altri esponenti di Fratelli d’Italia al carcere di Bollate, definendo queste iniziative un «attacco frontale e inaudito allo Stato di diritto».
Le dichiarazioni della portavoce della Conferenza delle Democratiche di Modena, Patrizia Belloi, insieme al segretario provinciale Massimo Paradisi e alla responsabile Giustizia Rossella Caci, hanno sottolineato come l’atteggiamento della maggioranza rischi di «sdogare la giustizia fai da te», minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella magistratura.
L’opposizione, nelle sue diverse articolazioni, si mostra quindi compatta nel condannare le modalità con cui il governo sta affrontando la vicenda, vedendo nella difesa del gioielliere una pericolosa deriva populista che fa leva sulle emozioni per delegittimare il lavoro della magistratura, la quale ha già emesso una sentenza ponderata e motivata dopo un lungo iter processuale.




