Le pagelle di Inter-Roma: quanto è mancato Lautaro (8) e il capolavoro di Calhanoglu che indirizza il campionato (7,5)

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Serviva una prova di forza, dopo tre partite senza vittoria in campionato, e l’Inter – si sa – non si fa pregare quando c’è da mandare un messaggio. A San Siro, la banda di Simone Inzaghi ha travolto la Roma per 5-2, un risultato che pesa come un macigno sulla classifica: Napoli e Milan, rispettivamente a 10 e 9 punti di distanza, si preparano a sfidarsi al Maradona (lunedì, ore 20.45) con la consapevolezza che ogni passo falso potrebbe risultare fatale. Il racconto del match, però, parte da lontano: da quella palla colpita di testa da Malen, lenta e apparentemente innocua, che ha colto il portiere in controtempo. Ne è venuto fuori un numero di alta scuola, con una parata di richiamo che vale più di un gol segnato.

Il ritorno del capitano e l’assemblea alla Pinetina

C’è un’Inter senza Lautaro e una con. Lo sanno bene i tifosi nerazzurri, che non vedevano l’ora di tornare ad applaudirlo, e lo sanno anche i compagni, riuniti dal capitano venerdì in assemblea alla Pinetina. Quella riunione – a quanto pare – ha sciolto le tensioni accumulate nelle precedenti uscite. Al suo rientro, Lautaro Martinez si fa subito sentire: al primo minuto, su assist di Thuram, buca la rete e dà il via a una serata che potrebbe aver messo un’ipoteca importante sullo scudetto. Perché se Napoli e Milan dovessero pareggiare, con appena sette partite da giocare, ogni ipoteca diventerebbe realtà.

La rimonta della Roma e il lampo di Calhanoglu

La Roma, però, non è squadra che ci sta a subire. Sbanda dopo il gol-lampo, ma reagisce con carattere e al 40’ pareggia con Mancini. Sul momento, il vantaggio sembra svanito. Nel recupero del primo tempo, invece, arriva il capolavoro di Calhanoglu: una botta da lontano che beffa Svilar e riporta avanti i padroni di casa (7,5 in pagella per lui). Quel gol indirizza non solo la partita, ma forse l’intero campionato, perché spezza psicologicamente la resistenza giallorossa.

La ripresa senza storia e le pagelle chiave

A inizio ripresa, l’Inter dilaga. Lautaro firma la doppietta, Thuram si iscrive al tabellino e infine Barella chiude i conti sul 5-1 al 18’. Poi arriva il gol della bandiera della Roma, ormai irrilevante ai fini del risultato. Dalle pagelle emergono altri spunti: Akanji (6,5) si mostra lucido nelle chiusure e nel gioco aereo, sembra ritrovato dopo un periodo di appannamento. Acerbi (6,5) ha il compito ingrato di affrontare spesso Malen nell’uno contro uno; la sua non è stata una serata vacanziera, ma ha tenuto bene soprattutto nel primo tempo, quando l’olandese era ancora fresco. Quanto alla Roma, la difesa viene giudicata insufficiente: troppi buchi e troppa facilità con cui gli attaccanti nerazzurri hanno trovato spazi.

Un messaggio eloquente in chiave scudetto

L’Inter torna così a volare, e la luce – quella vera – si è rivista solo con il rientro del suo numero 10. I 5-2 finale non racconta solo una goleada, ma anche la differenza tecnica e psicologica che può separare una squadra che lotta per il titolo da una che insegue. Serviva una prova di forza, è arrivata. Ora il destino è soprattutto nelle mani altrui, ma il messaggio lanciato a Napoli e Milano è chiaro: chi vuole lo scudetto dovrà sudarselo fino all’ultimo respiro.

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