Djokovic lascia la Serbia per la Grecia dopo la rottura col governo Vucic

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Novak Djokovic, il tennista serbo che ha dominato la scena mondiale, ha ufficialmente lasciato il suo paese natale per trasferirsi con la famiglia ad Atene, in Grecia. La decisione, stando a quanto riportato da diverse testate internazionali, giunge a seguito di una profonda frattura con l’esecutivo guidato dal presidente Aleksandar Vučić, nata dal sostegno pubblico offerto dall’atleta alle proteste studentesche divampate a Belgrado all’inizio dell’anno. In quell’occasione, Djokovic aveva espresso solidarietà ai giovani manifestanti, affermando di «credere nella loro forza e nel loro desiderio di un futuro migliore», individuando proprio nei giovani istruiti la maggiore risorsa della Serbia.

Quelle dichiarazioni, per quanto apparentemente concilianti, sono state interpretate come un atto di sfida diretta al governo, attirandosi così feroci critiche da parte di una fetta dell’opinione pubblica e degli ambienti nazionalisti. Epiteti come “falso patriota”, “vergogna nazionale” e, il più duro, “traditore” hanno iniziato a circolare, creando un clima di tensione insostenibile per il campione e la sua famiglia. La reazione di Vučić, che lo ha criticato pubblicamente, ha reso evidente come la sua presenza in patria non fosse più gradita.

Il suo nuovo approdo è il quartiere residenziale di Glifada, dove ha acquistato un appartamento con vista sul mare; i figli, Stefan e Tara, sono già stati iscritti alla Saint Lawrence International School, mentre la moglie Jelena ha cominciato il suo processo di ambientamento. Le prime immagini di una nuova vita lo ritraggono già a colpi di racchetta con il figlio maggiore al Kavouri Tennis Club, in quella che sembra essere una ricerca di normalità lontano dalle polemiche.

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