Belgrado in piazza: oltre 100mila contro il governo di Vucic
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Redazione Esteri
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Belgrado è stata invasa da una marea umana di oltre 100mila persone, che sabato hanno riempito le strade della capitale serba per protestare contro il governo di Aleksandar Vucic. Una manifestazione imponente, la più grande degli ultimi anni, che ha visto convergere nella città migliaia di cittadini provenienti da ogni angolo del Paese, uniti da un comune sentimento di opposizione alla corruzione, alla mancanza di democrazia e al controllo esercitato sui media. Il ministero degli Interni, in un comunicato, ha stimato la partecipazione in circa 107mila persone, sottolineando che il raduno si è svolto in modo sostanzialmente pacifico, senza incidenti di rilievo.
Da 162 giorni, ormai, la Serbia è attraversata da un’ondata di proteste che non accenna a placarsi. Ogni giorno, migliaia di cittadini rispondono alla domanda “Kuda na protest?” (Dove andiamo a protestare oggi?), seguendo le indicazioni di un sito web che organizza le mobilitazioni. Una mobilitazione ininterrotta, che rappresenta la più grande espressione di dissenso dalla caduta di Slobodan Milošević, condannato nel 2001 per crimini di guerra e contro l’umanità. Questa volta, però, il bersaglio è Vucic, accusato di aver trasformato il Paese in un regime autoritario, dove la corruzione è sistemica e la libertà di stampa è un’illusione.
La protesta di sabato ha assunto un significato particolare, anche alla luce della tragedia di Novi Sad, dove lo scorso novembre il crollo di un edificio ha causato la morte di 15 persone. Un evento che ha scosso l’opinione pubblica e che molti attribuiscono, almeno moralmente, alla negligenza del governo. Le associazioni studentesche, in prima linea nelle manifestazioni, hanno guidato la folla con slogan e cartelli che chiedevano giustizia e trasparenza, mentre le luci e i suoni della città hanno fatto da sfondo a una protesta che sembra non volersi fermare.




