Garlasco, i genitori di Chiara Poggi: «Per noi il colpevole è Stasi»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A diciannove anni dall'omicidio di Chiara Poggi, i genitori della giovane uccisa a Garlasco hanno scelto di parlare in televisione, ospiti di Silvia Toffanin a Verissimo su Canale 5. Giuseppe Poggi e Rita Preda hanno ribadito la loro posizione davanti al pubblico, mentre l'inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio si avvia verso la richiesta di rinvio a giudizio e la difesa di Alberto Stasi prepara l'istanza di revisione della condanna definitiva.

La posizione dei genitori

«Ci sono stati cinque processi, ci sono stati ricorsi: fino a quando la giustizia non dirà un altro nome, per noi il colpevole è Stasi», ha detto la madre di Chiara durante l'intervista. Giuseppe Poggi ha aggiunto che la famiglia non intende intestardirsi su una tesi, precisando però che quella indicata dalle sentenze passate in giudicato resta l'unica verità processuale riconosciuta. «Facciano gli accertamenti che vogliono, chiariscano tutto. Vorremmo solo che tutto questo finisse», ha detto ancora Rita Preda.

La donna ha spiegato di contare fino a sette trasmissioni televisive in una sola giornata dedicate al caso, definendo la situazione un assedio mediatico che si protrae da diciotto mesi. Il Comune di Garlasco, ha ricordato, ha dovuto vietare l'ingresso dei non residenti nella strada che conduce all'abitazione della famiglia per contenere l'afflusso dei giornalisti.

I coniugi Poggi hanno affrontato anche la questione del risarcimento versato da Stasi. Hanno chiarito che le somme si trovano su un conto corrente intestato a loro due e al figlio Marco, e che sono disponibili a restituirle qualora la giustizia lo disponga. «C'è un conto corrente intestato a tutti e tre, Alberto versa i due quinti di quello che prende andando a lavorare. I soldi sono là sul conto. Se dovremo ridarlo lo ridaremo», ha spiegato Giuseppe Poggi.

Quanto a un possibile incontro con l'uomo condannato per l'omicidio della figlia, il padre di Chiara ha espresso perplessità, ricordando che nei primi tempi delle indagini Stasi si recava al cimitero insieme a loro e che i rapporti si interruppero quando la procura iniziò a indagare su di lui.

L'indagine su Sempio e i nuovi atti

La Procura di Pavia ha notificato nei mesi scorsi l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di Andrea Sempio, trentottenne amico del fratello della vittima, con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato. Secondo l'ipotesi accusatoria, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli con almeno dodici colpi inferti al capo, dopo un'iniziale colluttazione. Il movente indicato dagli inquirenti è il rifiuto della giovane a un approccio sessuale.

L'atto depositato preannuncia la richiesta di rinvio a giudizio, che i legali dell'indagato ritengono probabile nonostante le controdeduzioni che stanno preparando. La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha tempo fino al 18 ottobre per depositare memorie e consulenze tecniche.

Il quadro investigativo si intreccia con il percorso di revisione della condanna di Alberto Stasi, che sta scontando sedici anni di carcere. I legali del condannato, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, hanno annunciato di disporre di elementi nuovi, uno dei quali, secondo quanto dichiarato dalla stessa Bocellari, non riguarderebbe le indagini del 2007 e sarebbe destinato a fare scalpore.

Il dato più discusso emerso dalle nuove carte riguarda due controanalisi effettuate il 20 settembre 2007 sui pedali della bicicletta sequestrata a Stasi: entrambe risultate negative per il Dna della vittima, a differenza del primo esame che aveva prodotto un profilo genetico attribuito a Chiara Poggi. Secondo la Procura di Pavia, di quei risultati non è stata trovata traccia negli atti del procedimento che portò alla condanna definitiva.

Il ricordo di Chiara

Nel corso dell'intervista, i genitori hanno voluto parlare della figlia al di là delle vicende giudiziarie. «Era la prima Poggi a essersi laureata», ha ricordato il padre. «Era riservata e indipendente. Quando studiava diceva: voglio fare la manager», ha aggiunto la madre. Giuseppe Poggi ha raccontato che Chiara non si accontentava di un voto medio all'università e preferiva ridare gli esami per ottenere risultati migliori. L'ultimo ricordo della figlia viva risale al 5 agosto 2007, la mattina della partenza dei genitori per le vacanze in Trentino.

«L'ultima volta che l'ho vista era sul cancelletto di casa. In pigiama, ci disse: Ciao! Io ho rilanciato: dai, ti aspettiamo mezz'ora, butta qualcosa nel trolley e vieni anche tu», ha raccontato il padre. «Lei che saluta sul cancelletto è l'ultimo ricordo che ho di lei», ha aggiunto Rita Preda. Il padre, commosso, ha confidato di non ricordare più la voce della figlia e di non averla mai sognata in tutti questi anni.

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