Truffa alle biglietterie del tram di Firenze, clonate decine di carte con skimmer wireless
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Redazione Interno
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Una nuova e sofisticata tecnica fraudolenta, che stando alle indagini tecniche rappresenterebbe una prima assoluta nel contesto europeo per questa tipologia di dispositivi, ha colpito le macchinette automatiche per l’acquisto dei biglietti della tramvia fiorentina. L’intervento congiunto delle forze dell’ordine e dei tecnici specializzati ha permesso di scoprire e neutralizzare i dispositivi illeciti, i cosiddetti skimmer, che erano stati installati di nascesto su almeno due distributori. Questi apparecchi, caratterizzati da una tecnologia avanzata che sfrutta una connessione senza fili per trasmettere i dati sottratti, sono riusciti a clonare i codici di numerose carte di credito e di debito, con un danno economico rilevante per i cittadini, in particolar modo per coloro che utilizzavano carte estere, e per la società di gestione del servizio.
La conferma durante il bilancio di fine anno
La scoperta è stata ufficializzata nel corso della consueta conferenza sul bilancio delle attività della questura di Firenze, dove il questore Fausto Lamparelli ha fornito i dettagli dell’operazione, evidenziando come l’episodio abbia interessato non solo la rete tranviaria del capoluogo toscano ma anche un altro servizio di mobilità regionale. La società Gest, che gestisce il servizio tramviario, ha prontamente sporto denuncia e ha avviato, in collaborazione con i tecnici, tutte le verifiche del caso sui propri apparati, un’azione tempestiva che ha limitato l’estensione del danno. L’attività fraudolenta, oltre a ledere direttamente i possessori delle carte clonate, ha causato un danno economico ingente, stimato in decine di migliaia di euro, derivante dalla mancata bigliettazione a danno di Autolinee Toscane.
Il ruolo determinante dell’azienda di Signa
A svolgere un ruolo cruciale nell’individuazione del meccanismo illecito è stata la soluzione tecnologica sviluppata da Aep Ticketing Solution, un’azienda con sede principale a Signa, in provincia di Firenze. I suoi sistemi di controllo e monitoraggio hanno permesso di identificare l’anomalia e di risalire alla presenza degli skimmer wireless, dispositivi particolarmente insidiosi proprio per la loro capacità di operare a distanza senza bisogno di un contatto fisico per il prelievo dei dati. L’intervento ha così bloccato l’ulteriore diffusione della truffa, scongiurando che un numero ancora maggiore di utenti potesse subire il furto dei propri dati bancari.
La tecnologia illecita e i suoi effetti
Il metodo impiegato dai malviventi, che hanno saputo sfruttare le vulnerabilità delle macchine automatiche, segna un’evoluzione preoccupante nel panorama delle frodi finanziarie, spostando il campo d’azione verso infrastrutture pubbliche di uso comune. L’installazione di questi apparecchi, che restano attivi fino al momento della rimozione da parte degli stessi truffatori, avviene in modo rapido e discreto, sfruttando momenti di minore affluenza o controllo. La vicenda, ora al centro di un’inchiesta giudiziaria, sottolinea l’importanza di continui aggiornamenti dei sistemi di sicurezza e di una vigilanza costante, da parte sia dei gestori dei servizi sia delle forze dell’ordine, su quelle che sono ormai le nuove frontiere della criminalità informatica applicata al settore dei pagamenti digitali.




