Il caso del finto Crosetto: truffatori all’opera con voci clonate e bonifici sospetti
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Redazione Interno
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Il telefono squilla, e Massimo Moratti risponde. Dall’altra parte della linea, una voce familiare, quella del ministro della Difesa Guido Crosetto, lo esorta a fare “un altro sforzo”. Ma non è lui. Non è neppure il sedicente funzionario del ministero, Giovanni Montalbano, che in precedenza aveva già contattato l’imprenditore. E non è nemmeno il misterioso generale che, in un’altra chiamata, aveva fatto riferimento a presunte operazioni riservate. Moratti, dopo aver ascoltato con crescente sospetto, decide di rivolgersi ai carabinieri. Eppure, anche mentre è in procinto di denunciare l’accaduto, il telefono continua a squillare.
Quella che si è consumata ai danni di Moratti, e di altri imprenditori di primo piano come Diego Della Valle e Marco Tronchetti Provera, è una truffa dai contorni sofisticati e inquietanti. Al centro del raggiro c’è la clonazione della voce del ministro Crosetto, utilizzata per convincere le vittime a effettuare bonifici su conti esteri, in particolare a Hong Kong. I truffatori, sfruttando tecnologie avanzate, sono riusciti a simulare chiamate che sembravano provenire direttamente dal ministero della Difesa, rendendo l’inganno estremamente credibile.
Il ministro Crosetto, coinvolto suo malgrado, ha già annunciato di essere pronto a presentare un esposto alla procura di Milano per sostituzione di persona. «La mia denuncia è pronta da venerdì», ha dichiarato, pur precisando di non essere stato ancora convocato dagli inquirenti. Intanto, le indagini si concentrano sui flussi di denaro, nel tentativo di risalire ai conti intestati ai truffatori e di congelare il bottino. Resta da chiarire come i malviventi siano riusciti a ottenere numeri riservati e a simulare chiamate apparentemente legittime.




