Truffe con voci clonate dall'intelligenza artificiale, il salto in avanti dei criminali

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   I malviventi, che da tempo operano con tecniche raffinate riuscendo persino a eludere i sistemi di sicurezza domestica senza tracce, hanno compiuto un'evoluzione quasi cinematografica nel campo delle truffe. La nuova frontiera, emersa con forza negli ultimi mesi in diverse zone d'Italia, è la clonazione della voce tramite intelligenza artificiale. Partendo da brevi frammenti audio, facilmente reperibili sui social network o attraverso messaggi vocali, i truffatori ricreano in maniera convincente la voce di una persona reale, spesso un familiare, per dare credito alle loro richieste fraudolente. Questo metodo, estremamente subdolo, si aggiunge a tecniche più consolidate come lo smishing, colpendo in particolare gli anziani e le persone più fragili, i quali si trovano a dover fronteggiare una simulazione perfetta di una voce cara.

Lo studio sulle vulnerabilità e il costo economico

La pericolosità di queste nuove modalità criminali trova un riscontro allarmante nei dati. Uno studio condotto da Visa ha infatti rivelato che gli italiani incapaci di riconoscere i contenuti falsi generati dall'AI risultano cinque volte più vulnerabili alle truffe online rispetto a chi possiede gli strumenti per individuarli. Dall'analisi, che ha approfondito il fenomeno delle frodi digitali, emerge come il 47% delle vittime abbia subito un danno economico diretto, quantificabile in una media di 147 euro a persona. Se si considera l'impatto complessivo sul sistema, il costo per l'economia nazionale raggiunge la cifra di 359.4 milioni di euro, una somma che fotografa l'entità di un problema ormai strutturale e in continua mutazione.

Il caso concreto e la risposta delle indagini

Un episodio occorso alla periferia di Pietrasanta, in provincia di Lucca, nei giorni scorsi, ben illustra la dinamica di queste aggressioni digitali. Qui, per fortuna, il tentativo di truffa non è andato a buon fine, ma l'episodio conferma la diffusione della pratica. Le forze dell'ordine, sempre più chiamate a confrontarsi con reati di questo tenore, stanno intensificando le inchieste per risalire alle organizzazioni che si nascondono dietro a queste chiamate ingannevoli. L'obiettivo è quello di individuare i flussi finanziari illeciti e smantellare le reti che sfruttano la tecnologia, la quale, pur offrendo enormi potenzialità, viene piegata a scopi criminali con una facilità e un realismo sconcertanti.

I rischi legali dei contratti "fai da te" con l'AI

Parallelamente al dilagare delle frodi vocali, un altro fronte di criticità legato all'intelligenza artificiale si sta aprendo nell'ambito giuridico-contrattuale. Come sottolineato dall'avvocato Oreste Maria Petrillo, esperto in diritto civile d'impresa e consulente Gdpr, sia le aziende che i singoli consumatori si stanno inconsapevolmente esponendo a gravi rischi utilizzando modelli generici di accordi o documenti legali complessi redatti da sistemi come ChatGpt. Il pericolo principale risiede nell'adozione di clausole che potrebbero rivelarsi nulle o invalide, oltre che in possibili violazioni della normativa sulla privacy, costruendo così un "campo minato" giuridico le cui conseguenze potrebbero essere molto onerose.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.