Milano, inchiesta urbanistica: bonifici sospetti e lottizzazione abusiva nelle Park Towers

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una sequenza di bonifici anomali, per un totale di 6,5 milioni di euro, ha attirato l’attenzione della Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge la società del costruttore Andrea Bezziccheri, sentito ieri dal gip insieme ad altri cinque indagati. Le operazioni, prive di causale apparente, si inseriscono in un contesto già segnato da incarichi incrociati e relazioni opache, al centro delle indagini sulla gestione del territorio milanese. Tra i nomi emersi, quello dell’ex assessore Tancredi, che ha difeso il sindaco Beppe Sala, escludendo coinvolgimenti diretti dell’attuale amministrazione.

Parallelamente, prosegue il processo per la lottizzazione abusiva delle Park Towers a Crescenzago, dove due torri di 23 e 16 piani sono sorte al posto di fabbricati preesistenti di soli due piani. «Abbiamo sbagliato, magari lo abbiamo fatto apposta», avrebbe ammesso uno dei protagonisti delle intercettazioni, mentre la pubblicità prometteva «la tua casa affacciata sul parco», omettendo le criticità legali dell’operazione. Un progetto definito, da un consulente tecnico poi non indagato, «una roba che grida vendetta», durante una conversazione captata dagli investigatori.

I residenti, intanto, denunciano il doppio peso di un acquisto in buona fede, trasformato in un incubo giudiziario e sociale. «Ci chiamano abusivi», racconta un padre costretto a spiegare al figlio l’origine di un epiteto ingiusto, mentre le proprietà, sebbene regolarmente acquistate, finiscono sotto sequestro. Il danno economico si accompagna a una frattura nel quartiere, dove gli abitanti delle torri vivono sotto uno stigma immeritato.

Sul piano politico, Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, ha respinto l’ipotesi di una sua candidatura a sindaco, definendo «inutile la ricerca di un Mandrake civico» nel centrodestra. Pur evitando di schierarsi nettamente, ha tuttavia riconosciuto le «qualità morali» di Sala, conosciuto prima del suo mandato. Una presa di posizione che riflette la complessità di un dibattito pubblico in cui le vicende giudiziarie rischiano di oscurare le responsabilità individuali.

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